Rigettata l’istanza di autotutela per l’annullamento del riaccertamento ICI del 2010, presso il domicilio di circa 2000 contribuenti nolani arrivano altrettante notifiche a pochi giorni dal termine di prescrizione. Doccia fredda per i cittadini che ora protestano. Si tratta di anomalie riscontrate dall’ufficio tributi del comune di Nola per circa un milione di euro. Una bella somma per le casse comunali. Dal municipio così si difendono: «la data di deposito presso l’ufficio postale è il 31 dicembre 2015, pertanto le somme richieste sono dovute».
Nella missiva si fa riferimento alle sentenze della Corte Costituzionale n. 477/2002 e n. 28/2004, le quali precisano che “per il notificante la data valida è quella del deposito della raccomandata presso l’ufficio postale, mentre la data di ricezione per il contribuente serve per la conta dei sessanta giorni per l’invio del ricorso alle commissioni tributarie”. Dagli uffici del Comune di Nola fanno sapere inoltre che “tutto è stato fatto nel rispetto della normativa e dei regolamenti vigenti. Il comune ha il dovere di riscuotere le somme da chi non ha ottemperato, anche a tutela dei cittadini che il loro dovere lo hanno invece adempiuto. Il comune non può far prescrivere i propri crediti”. Fatto sta che per i contribuenti nolani si tratta di una beffa bella e buona: il Comune impiega 5 anni per riaccertare il tributo e l’ultimo giorno dell’anno, alla vigilia della prescrizione, deposita oltre duemila accertamenti.
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