Maddaloni, voto di scambio: in quattro ai domiciliari

Gli indagati promettevano denaro e posti di lavoro in aziende comunali.

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L'inchiesta della Dda di Napoli

Maddaloni.  

 

 

A Maddaloni, in provincia di Caserta, la squadra mobile ha arrestato, ai domiciliari per voto di scambio Teresa Esposito, sorella del boss Antonio Esposito, i suoi due fratelli Giovanni ed Edoardo e la loro madre. Gli inquirenti hanno contestato il reato di corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso.

 

 

Dalle indagini della polizia, coordinate dalla direzione distrettuale Antimafia di Napoli, è emerso che gli indagati promettevano denaro e posti di lavoro in aziende comunali. In un caso, i fratelli Esposito hanno promesso a un imprenditore attivo nella distribuzione di gas controlli vessatori a un'impresa concorrente. Per la Dda di Napoli, il boss Esposito avrebbe dettato legge nel quartiere di Maddaloni in cui la sorella Teresa è riuscita a farsi eleggere due volte al Consiglio comunale, provandoci, senza riuscirvi, anche nella tornata della primavera scorsa. Tra i capi d'imputazione figurano anche le minacce rivolte a coloro che non votarono la donna nonostante la promessa della propria preferenza.

Edoardo Esposito aveva finanche minacciato pubblicamente in udienza il magistrato della Dda di Napoli Luigi Landolfi, il sostituto che ha coordinato l'indagine. "Ti taglio la testa" aveva urlato nel maggio scorso, al termine del processo conclusosi con l'ergastolo per omicidio nei confronti del fratello Antonio.

Redazione