Jabil come Whirpool, 350 licenziati e produzione all'estero

Da stamane lo sciopero degli addetti dello stabilimento di Marcianise

Oggi al Mise nuovo tavolo per i lavoratori di Via Argine

Marcianise.  

La Jabil Circuit Italia, multinazionale statunitense che produce componenti elettriche con stabilimento a Marcianise, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 350 addetti del sito casertano.

Dopo il caso Whirpool un’altra grande vertenza scuote il mondo del lavoro in Campania, ed anche in questa vicenda non si tratta solo dei 350 operai licenziati, ma di un indotto di quasi 800 lavoratori che viene messo in ginocchio. La storia è sempre la stessa. Si arriva sul territorio, si prendono gli incentivi statali, e si va via quando altrove si realizzano condizioni di lavoro più convenienti.

Come è accaduto alla Whirpool, che ha portato in Polonia la produzione delle sue lavatrici, venedo meno a una promessa fatta davanti al Ministero dello sviluppo economico. Quel Mise che oggi dovrà nuovamente occuparsi degli operai di Via Argine che ieri hanno bloccato il traffico.

I lavoratori Whirpool sono partiti questa mattina con cinque autobus per l'incontro convocato a Roma. Al Mise non si parlerà di restare a Napoli ma di come aiutare adesso le produzioni della fabbrica napoletana. Sarà un incontro difficile, in un clima di forte tensione. Dal ministro Di Maio ci si attende adesso che si passi dalle parole ai fatti. 

Intanto anche a Marcianise è iniziata l'agistazione. La prima risposta dei lavoratori dello stabilimento casertano è stata la proclamazione di uno sciopero di 8 ore che è iniziato questa mattina. E una nota del Ministero dello Sviluppo Economico comunica che un tavolo di crisi su Jabil Italy è stato convocato per il 27 giugno. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi:" Sono fin d’ora al fianco dei lavoratori, pronto a qualsiasi azione di supporto. Non possiamo permetterci costi così alti ed effetti così devastanti, mentre lavoriamo da tempo e con grandi sacrifici per il rilancio dell’area industriale di Marcianise. Non abbiamo bisogno di cinici tagliatori di teste» ha concluso Velardi.