Violenza sessuale, indagini chiuse sul figlio di Beppe Grillo

La procura ha terminato l'inchiesta sui fatti risalenti a luglio 2019

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La procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini sulla presunta violenza sessuale che il 16 luglio 2019 vide vittima una studentessa diciannovenne di Milano. Quattro gli accusati, tra i quali anche Ciro Grillo, figlio di Beppe, fondatore del Movimento Cinque Stelle e per loro il reato contestato è la violenza sessuale in concorso. Il 16 luglio, dopo una serata al Billionaire di Porto Cervo, il quattro giovani invitarono la studentessa e una sua amica in uno dei due appartamenti che la famiglia Grillo possiede al Piccolo Pevero.

La ragazza ha prontamente raccontato tutto ai genitori dopo essere rientrata dalla vacanza, assistiti dall'avvocato Giulia Bongiorno: "Mi hanno fatto bere per abusare di me... Mi ha violentato uno, poi a turno gli altri tre". Dopo la denuncia ai carabinieri di Milano, il 26 luglio, l’indagine è scattata con il sequestro dei cellulari, gli esami delle chat e del video con cui uno dei giovani filmò ciò che accadde all’alba del 16 luglio. L’universitaria "era consenziente" è stata da subito la difesa di Grillo: dagli avvocati della difesa non filtra nulla, salvo la difficoltà, dovuta all’emergenza Covid, di raccogliere tutti gli atti istruttori. Perciò è stato chiesto un differimento del deposito fissato a 20 giorni.

Terminato l’esame dei cellulari da parte dei periti, il procuratore di Tempio Pausania, Gregorio Capasso è tornato a sentire l’universitaria che ha confermato il racconto già dato ai carabinieri: lei disse no alla richiesta di un rapporto da parte di un primo ragazzo e venne stuprata. Dopo, gli altri fecero lo stesso. A ottobre venne interrogata anche Parvin Tadjik, la moglie di Beppe Grillo, che la notte del 16 luglio dormiva nell’appartamento accanto a quello in cui si trovavano i quattro ragazzi con le due amiche. Ma la compagna del comico non avrebbe sentito nulla.