“Continuiamo a seguire con preoccupazione e angoscia la drammatica escalation in Medio Oriente dopo l’attacco congiunto di Israele e USA all’Iran, l’uccisione di Khamenei e le reazioni militari del regime iraniano contro diversi Paesi del Golfo, in cui sono rimasti bloccati anche molti cittadini italiani per cui siamo in apprensione”, afferma Schlein.
La segretaria del Pd chiede che “il governo italiano si impegni con ogni sforzo per la de-escalation, per fermare gli attacchi e per riportare al più presto i nostri connazionali a casa e al sicuro”, sottolineando la necessità di agire nelle sedi diplomatiche multilaterali.
La condanna del regime e il no ai bombardamenti
Schlein definisce Khamenei “un dittatore sanguinario di cui non sentiremo la mancanza”, ma allo stesso tempo giudica “sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale”.
Secondo la leader dem, vi è un consenso diffuso sul fatto che “il regime teocratico dell’Iran non possa sviluppare un’arma nucleare”, ma la strada per impedirlo non sarebbe quella militare: “Il modo per impedirlo non sono i bombardamenti e la guerra, è la via negoziale e diplomatica”.
Le critiche a Trump e Netanyahu
Nel mirino della segretaria Pd finiscono anche il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Schlein ricorda che Trump “solo qualche giorno fa convocava il Board of Peace con cui intende sostituire l’ONU e poi decide da solo insieme a Netanyahu dove e come colpire”.
Parole dure anche sulla gestione dei conflitti: “Diceva che avrebbe messo fine ai conflitti, e invece produce caos e apre la strada a una pericolosa spirale di guerra dai risvolti imprevedibili su tutta la regione e anche sulla fragile tregua a Gaza”.
Il ruolo dell’Italia nella regione
Secondo Schlein, “il governo italiano non può rimanere schiacciato sull’amministrazione USA”, perché rischierebbe di compromettere il ruolo diplomatico storicamente svolto dall’Italia nella regione.
“Meloni non interviene, eppure l’amicizia che rivendica con Trump non gli ha impedito di non avvertirla dell’attacco”, afferma la leader dem, sottolineando anche la situazione del ministro della Difesa bloccato a Dubai al momento dell’operazione.
Transizione democratica e cessate il fuoco
La segretaria del Pd ricorda le mobilitazioni contro il regime iraniano e la repressione delle proteste interne, ribadendo che la comunità internazionale deve impegnarsi “per una transizione democratica e pacifica in Iran, di cui dev’essere protagonista il popolo iraniano che ha lottato per la libertà e la democrazia”.
In conclusione, Schlein chiede “di fare tutto il possibile per la sicurezza e il rientro celere dei nostri connazionali bloccati nell’area” e di lavorare nelle sedi multilaterali per “il cessate il fuoco immediato, per riprendere il percorso diplomatico e scongiurare un allargamento della guerra dalle conseguenze incalcolabili”.
