Il ritorno delle salme in Italia. A ottant’anni dal referendum che segnò la fine della monarchia, Emanuele Filiberto di Savoia torna a parlare del possibile rientro in Italia delle salme di Umberto II e della regina Maria José, oggi sepolte ad Altacomba. Il progetto, secondo quanto emerge, avrebbe già raccolto aperture da parte del governo e interlocuzioni anche con il Vaticano, mentre la decisione finale spetterebbe al Quirinale. L’obiettivo indicato è quello di una riappacificazione storica, con l’ipotesi che l’ultimo re d’Italia possa essere sepolto al Pantheon, accanto agli altri sovrani sabaudi.
Il ruolo dei Savoia oggi
Nel racconto dell’erede, il ruolo della famiglia si colloca ormai lontano da prospettive istituzionali e più vicino a iniziative culturali e benefiche. Gli Ordini dinastici e le attività internazionali restano il principale ambito di azione, con una rete che coinvolge migliaia di aderenti. Emerge anche una riflessione sulla presenza pubblica del casato, tra memoria storica e tentativi di mantenere un legame con l’Italia contemporanea, pur in assenza di una monarchia.
Lo scontro interno e i titoli
Non manca il riferimento alle tensioni dinastiche con il ramo rappresentato da Aimone di Savoia, che ha proposto di congelare i titoli oggetto di contesa. La posizione espressa dall’erede punta invece sulla continuità storica e sulla legittimità del proprio ruolo come capo della Casa. Il tema dei titoli resta simbolico ma centrale nella narrazione del casato, soprattutto nel rapporto tra tradizione e attualità.
Il progetto digitale sulla nobiltà
Tra le iniziative annunciate c’è anche un progetto innovativo: una piattaforma digitale per certificare titoli nobiliari attraverso sistemi tecnologici, con l’obiettivo dichiarato di tracciarne l’autenticità. Il sistema dovrebbe funzionare come una banca genealogica online, aperta a chi intende documentare la propria appartenenza nobiliare. Le eventuali entrate verrebbero destinate a finalità benefiche e alla tutela del patrimonio storico.
I nodi aperti
Resta irrisolta anche la questione dei gioielli dei Savoia custoditi presso la Banca d’Italia, oggetto di una lunga battaglia legale. I tempi della giustizia si preannunciano ancora lunghi, con possibili sviluppi anche a livello europeo. Nel complesso, l’intervento di Emanuele Filiberto si muove tra memoria familiare, rivendicazioni storiche e nuovi progetti, in un equilibrio tra passato monarchico e presente repubblicano.
