Ultimi giorni di scuola e primi banchi d’esame per oltre 500mila studenti italiani. Con la chiusura delle lezioni, fissata tra il 6 e il 13 giugno a seconda delle Regioni, comincia la stagione degli esami di terza media, prova conclusiva del primo ciclo di istruzione. L’esame è obbligatorio per tutti gli alunni ammessi, compresi i candidati privatisti che seguono l’istruzione parentale, e consente l’accesso alla scuola secondaria di secondo grado o ai percorsi regionali di istruzione e formazione professionale.
Calendari decisi dalle scuole
A differenza della maturità, l’esame di terza media non ha un calendario nazionale unico. Ogni istituto stabilisce le date delle prove, che si svolgono tra il termine delle lezioni e il 30 giugno. Le prime Regioni a chiudere l’anno scolastico sono state Campania, Emilia-Romagna, Marche e Veneto, con lo stop alle lezioni il 6 giugno; nei giorni successivi tocca alle altre, fino alle ultime chiusure previste entro metà mese.
Per gli studenti è il primo vero esame di Stato. Arriva dopo il percorso che comprende la scuola primaria e la secondaria di primo grado e rappresenta un passaggio simbolico oltre che scolastico: non è solo la chiusura delle medie, ma l’ingresso in una nuova fase di studio.
Tre scritti e il colloquio
La struttura prevede tre prove scritte, da svolgere in giornate diverse, anche non consecutive, e un colloquio orale. Il primo scritto riguarda l’italiano o la lingua nella quale si svolge l’insegnamento, con tracce che possono comprendere testi narrativi o descrittivi, testi argomentativi, comprensione e sintesi. La seconda prova misura le competenze logico-matematiche, con problemi e quesiti su numeri, spazio e figure, relazioni e funzioni, dati e previsioni, con possibili riferimenti anche al pensiero computazionale.
La terza prova è dedicata alle lingue straniere. Per l’inglese il riferimento è il livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, mentre per la seconda lingua comunitaria il livello atteso è A1. Nei percorsi a indirizzo musicale, il colloquio viene integrato da una prova pratica di strumento.
Il peso dell’orale
Il colloquio serve ad accertare capacità di argomentazione, collegamenti tra discipline, pensiero critico e competenze maturate durante il triennio. Nella prova orale rientra anche l’educazione civica, trasversale a tutte le materie. La commissione valuta quindi non solo le conoscenze, ma anche la capacità dello studente di usarle in modo ordinato, personale e consapevole.
Ogni prova scritta e il colloquio ricevono un voto intero in decimi. Il voto finale nasce dalla media tra il voto di ammissione e la media delle quattro prove d’esame. L’esame è superato con almeno 6/10. In caso di 10/10, la commissione può attribuire la lode solo all’unanimità. Il voto finale viene riportato sul diploma.
Un passaggio verso le superiori
La fase che si apre in questi giorni ha anche un valore orientativo. Molti studenti hanno già scelto l’indirizzo delle superiori, ma l’esame resta il momento in cui si chiude formalmente il primo ciclo e si misura il livello raggiunto nelle competenze di base. Per le famiglie comincia una breve stagione di attesa, tra calendari d’istituto, scritti, colloqui e pubblicazione degli esiti.
