Il Tribunale civile di Roma ha disposto una perizia medica su Vittorio Sgarbi per accertare la sua capacità di comprendere il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche delle decisioni più complesse. Il provvedimento rientra nel procedimento avviato in seguito alla richiesta presentata dalla figlia, Evelina Sgarbi, che ha sollecitato la nomina di un amministratore di sostegno per il padre.
L’istanza della famiglia
L’azione giudiziaria nasce dall’esigenza, rappresentata dalla figlia, di verificare se il critico d’arte sia pienamente in grado di autodeterminarsi in relazione ad atti di particolare rilevanza, soprattutto sul piano patrimoniale e giuridico. Il Tribunale ha ritenuto necessario approfondire il quadro clinico prima di assumere qualsiasi decisione definitiva.
Il ruolo del consulente tecnico
Il giudice ha nominato un consulente tecnico d’ufficio, una psicologa psicoterapeuta, con il compito di esaminare gli atti del procedimento, acquisire la documentazione sanitaria esistente e raccogliere informazioni dai medici che hanno avuto in cura Sgarbi. La perizia dovrà chiarire l’eventuale presenza di condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla capacità di assumere decisioni autonome.
I tempi degli accertamenti
L’attività peritale dovrà concludersi entro il 31 maggio. Solo dopo il deposito della relazione il Tribunale potrà valutare se sussistano i presupposti per la nomina di un amministratore di sostegno o se archiviare la richiesta.
