Un braccialetto rotto, una discussione tra bambini e poi l'intervento di un adulto che, secondo l'accusa, sarebbe degenerato in un'aggressione. Un uomo di circa 40 anni di Castel di Sangro, in provincia dell'Aquila, è indagato per aver picchiato un bambino di otto anni che stava discutendo con suo figlio. La vicenda è al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Sulmona, che ha notificato all'uomo un avviso di garanzia.
I fatti risalgono al 6 novembre e sarebbero avvenuti nei pressi di una scuola di Castel di Sangro. Secondo la ricostruzione al vaglio degli inquirenti, all'origine della vicenda ci sarebbe stata una lite tra minori e, in particolare, la rottura di un braccialetto che il figlio del quarantenne aveva ricevuto in regalo per Halloween.
Gli schiaffi e il calcio contestati al padre
Il quarantenne avrebbe raggiunto il bambino di otto anni indicato dal figlio come responsabile della rottura del braccialetto. A quel punto, secondo l'ipotesi investigativa, lo avrebbe colpito con alcuni schiaffi al volto e successivamente con un calcio.
La scena si sarebbe consumata davanti ad altri adulti presenti nei pressi dell'edificio scolastico. Sarebbero stati proprio alcuni dei presenti a intervenire per riportare la calma, mentre venivano avvisati i genitori del bambino.
Il piccolo è stato successivamente accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Castel di Sangro. I medici gli hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in circa sette giorni.
La vicenda, tuttavia, secondo quanto denunciato dalla famiglia non si sarebbe esaurita con le conseguenze fisiche. Dopo l'episodio il bambino avrebbe iniziato a manifestare disturbi del sonno. Su indicazione medica, i genitori avrebbero quindi deciso di avviare per lui un percorso di sostegno psicologico e successivamente di formalizzare una denuncia ai carabinieri.
La versione dell'indagato
Il quarantenne contesta la ricostruzione dell'aggressione. L'uomo avrebbe sostenuto di essersi limitato a rimproverare il bambino senza colpirlo. La sua reazione, secondo la versione fornita dall'indagato, sarebbe maturata in un contesto segnato da presunti episodi di bullismo ai danni del figlio.
Proprio sulle condotte che il figlio dell'uomo avrebbe subito è in corso un altro filone di accertamenti. Si tratta di una vicenda distinta, che dovrà essere verificata dagli investigatori e che non modifica la necessità di accertare separatamente quanto avvenuto davanti alla scuola.
La posizione del quarantenne resta quindi sottoposta alle verifiche della magistratura e le responsabilità dovranno essere eventualmente accertate nelle successive fasi del procedimento. L'avviso di garanzia non equivale a una dichiarazione di colpevolezza, ma informa l'indagato dell'esistenza del procedimento e gli consente di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa.
L'inchiesta della Procura di Sulmona
Gli accertamenti sono stati condotti dai carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Sulmona. Gli investigatori hanno ricostruito quanto sarebbe accaduto all'esterno dell'istituto scolastico e raccolto gli elementi utili a chiarire la dinamica.
Al centro del procedimento resta dunque il comportamento contestato al padre, mentre parallelamente vengono approfondite le segnalazioni riguardanti i rapporti tra i bambini e i presunti episodi di bullismo.
Il caso mette insieme due piani che gli inquirenti dovranno mantenere distinti: da una parte l'accertamento delle eventuali condotte tra minori, dall'altra la presunta aggressione compiuta da un adulto nei confronti di un bambino di otto anni. Sarà l'inchiesta della Procura di Sulmona a stabilire le responsabilità e a decidere i successivi passaggi giudiziari.
