Una serie di forti detonazioni ha interrotto la notte di Caracas tra il 2 e il 3 gennaio. Testimoni parlano di boati distinti, rumori di velivoli a bassa quota e blackout elettrici in diversi quartieri della capitale e in aree limitrofe. Le esplosioni sarebbero state avvertite anche negli Stati di Miranda e La Guaira, con segnalazioni concentrate in prossimità di installazioni militari e infrastrutture sensibili.
I siti colpiti e l’azione militare
Secondo fonti governative venezuelane, l’attacco avrebbe interessato basi e presidi dell’esercito, tra cui l’area di Fort Tiuna e l’aeroporto militare di La Carlota. Da Washington non è arrivata, nelle prime ore, una conferma ufficiale dettagliata, ma ambienti vicini all’amministrazione statunitense riferiscono che l’operazione sarebbe stata autorizzata dal presidente Donald Trump nell’ambito di una strategia di pressione diretta su Caracas.
La reazione di Maduro
Il presidente Nicolás Maduro ha parlato di «gravissima aggressione militare» contro la sovranità del Paese. In un messaggio alla nazione ha accusato gli Stati Uniti di voler mettere le mani sulle risorse venezuelane e ha annunciato la proclamazione dello stato di emergenza nazionale, invitando le forze armate e la popolazione a restare in allerta.
Allarme internazionale
L’escalation ha immediatamente attirato l’attenzione della comunità internazionale. In Europa, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato di seguire con attenzione l’evolversi della crisi, sottolineando la priorità della tutela della comunità italiana presente nel Paese. Diverse cancellerie latinoamericane hanno chiesto chiarimenti urgenti e un coinvolgimento degli organismi multilaterali.
Uno scenario ad alta tensione
L’attacco segna un salto di qualità nello scontro tra Stati Uniti e Venezuela, già logorato da anni di sanzioni, accuse reciproche e tensioni diplomatiche. Al momento restano frammentarie le informazioni su eventuali vittime e sull’entità dei danni. La situazione sul terreno appare fluida e in rapido aggiornamento, con il rischio di ulteriori sviluppi nelle prossime ore.
