Le parole di Macron da New Delhi. Si accende il fronte diplomatico tra Parigi e Roma dopo l’omicidio di Quentin Deranque, il 23enne attivista di estrema destra ucciso a Lione da un gruppo di persone mascherate. Da New Delhi, dove è in visita ufficiale, il presidente Emmanuel Macron ha invitato la premier italiana a «non commentare ciò che sta accadendo altrove», replicando alle dichiarazioni di Giorgia Meloni che aveva definito la morte del giovane «una ferita per tutta l’Europa». Macron, che nei giorni scorsi aveva già denunciato la «violenza inaudita» dell’aggressione, ha espresso preoccupazione per il clima di tensione che attraversa il Paese e ha lanciato un appello per evitare «qualsiasi escalation». Anche la famiglia della vittima ha chiesto calma e moderazione, mentre sui social si moltiplicano appelli alla mobilitazione.
La replica di Palazzo Chigi
Le parole del capo dell’Eliseo sono state accolte «con stupore» a Palazzo Chigi. Fonti di governo precisano che la presidente del Consiglio ha espresso «profondo cordoglio e costernazione» per l’uccisione di Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni europee. Dichiarazioni che, viene sottolineato, non intendono interferire negli affari interni francesi ma rappresentano un segno di vicinanza al popolo colpito dalla tragedia. Il caso riapre una fase di tensione nei rapporti tra Parigi e Roma, già attraversati in passato da divergenze politiche su dossier europei e migratori.
Il nodo della manifestazione a Lione
Intanto a Lione si prepara per il fine settimana un corteo commemorativo in ricordo del giovane ucciso. Il sindaco écologiste Grégory Doucet ha chiesto di vietare la marcia prevista sabato, evocando «il rischio concreto di violenti disordini» e la possibile presenza di militanti provenienti da altre regioni e dall’estero. La prefettura del Rodano e le forze di polizia stanno valutando la situazione, mentre resta alta l’allerta per eventuali scontri tra gruppi antagonisti.
Secondo le stime, alla manifestazione potrebbero partecipare tra le duemila e le tremila persone. Il timore delle autorità è che la commemorazione possa trasformarsi in un nuovo terreno di confronto tra opposte fazioni politiche.
Gli sviluppi giudiziari
Oggi scade il fermo dei nove sospettati arrestati nell’ambito dell’inchiesta. Tra loro figurano membri della Jeune Garde, collettivo di estrema sinistra fondato dal deputato Raphaël Arnault. Due assistenti parlamentari e un ex stagista risultano nella lista dei fermati. Nel pomeriggio è attesa una conferenza stampa del procuratore di Lione per chiarire le decisioni giudiziarie. Le opposizioni di destra hanno chiesto le dimissioni di Arnault. Anche il leader dei Républicains Bruno Retailleau e il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella hanno sollecitato un passo indietro. Dal fronte della sinistra è arrivata la difesa del coordinatore di La France Insoumise, Manuel Bompard, che ha escluso sospensioni o espulsioni e ha denunciato il rischio di trasformare una vicenda giudiziaria in un processo politico. La sede del movimento è stata evacuata per un allarme bomba, mentre il clima nel Paese resta teso. L’omicidio di Deranque, al centro di un’inchiesta ancora in corso, continua così a scuotere la Francia e ad avere ripercussioni anche sul piano europeo, tra richiami alla prudenza e accuse reciproche.
