Buckingham Palace rompe una delle sue regole più consolidate e interviene prima ancora che il libro arrivi nelle librerie. Al centro dello scontro c’è ancora Diana, quasi trent’anni dopo la sua morte, e questa volta a riaprire le ferite è suo fratello, il conte Charles Spencer. Nel memoir Swan Song: Diana, My Sister, in uscita il 22 settembre, Spencer ricostruisce i giorni immediatamente successivi all’incidente di Parigi e racconta un durissimo confronto telefonico con l’allora principe Carlo, oggi Re Carlo III.
La risposta della monarchia è arrivata attraverso un portavoce del sovrano ed è tanto breve quanto insolita. Il Palazzo ha ricordato che, per principio, non commenta i libri, ma ha aggiunto che Carlo III è consapevole di come «il dolore di un fratello possa offuscare la ragione», influenzare il giudizio e modificare nel tempo i ricordi. È una replica che non entra punto per punto nel racconto di Spencer, ma ne mette apertamente in discussione l’attendibilità.
La telefonata dopo la morte di Diana
Il passaggio più delicato del libro riguarda una telefonata che, secondo Charles Spencer, avvenne nei giorni successivi alla morte della principessa, avvenuta a Parigi il 31 agosto 1997. Il nodo era la partecipazione dei principi William e Harry, allora rispettivamente di 15 e 12 anni, al corteo funebre dietro il feretro della madre.
Spencer sostiene di essersi opposto con forza all’idea. Nel suo racconto, la discussione con Carlo sarebbe diventata sempre più accesa, fino a una frase attribuita all’allora principe di Galles: «La dimenticheremo abbastanza presto». È una ricostruzione che Buckingham Palace contesta e che resta, allo stato attuale, il ricordo personale dell’autore a quasi tre decenni di distanza dai fatti.
La scelta di far partecipare i due ragazzi al corteo è rimasta una delle immagini più controverse dei funerali di Diana, celebrati il 6 settembre 1997. Davanti alle telecamere di tutto il mondo camminarono dietro la bara William, Harry, il padre Carlo, il nonno principe Filippo e lo stesso Charles Spencer.
William e Harry e quel corteo rimasto nella storia
Negli anni anche i due figli di Diana hanno raccontato quel momento. In un documentario della Bbc del 2017, William spiegò che non era stata una decisione semplice e la descrisse come una scelta presa collettivamente dalla famiglia. Aggiunse che fu una delle esperienze più difficili della sua vita.
Harry ha invece più volte sottolineato il peso emotivo di quella giornata. Nel memoir Spare ha ricordato le resistenze di alcuni adulti alla sua partecipazione e il ruolo dello zio Spencer, contrario all’idea che due ragazzi così giovani dovessero affrontare pubblicamente quella marcia. Anche nelle interviste successive Harry ha descritto soprattutto il silenzio, il rumore degli zoccoli dei cavalli e la dimensione quasi irreale del percorso verso Westminster Abbey.
È proprio su quel momento che il nuovo libro promette di offrire la versione di Charles Spencer, diversa almeno in parte dalle ricostruzioni emerse in questi anni e destinata inevitabilmente a riaprire il dibattito su come la famiglia reale gestì i giorni più drammatici della sua storia recente.
Il libro con la versione del fratello
Swan Song: Diana, My Sister è il primo libro nel quale Spencer affronta in modo organico e approfondito la vita della sorella. L’autore ha spiegato di aver deciso di scriverlo in vista del trentesimo anniversario della morte di Diana, che cadrà nel 2027, anche per fissare la propria testimonianza prima che altri racconti diventino, a suo giudizio, verità accettate.
Il volume, di 384 pagine nell’edizione inglese, sarà pubblicato il 22 settembre da Penguin Michael Joseph, marchio di Penguin Random House, con uscite contemporanee in numerosi Paesi e traduzioni in più lingue. Spencer presenta il libro come un ritratto personale della sorella, dall’infanzia condivisa fino alla settimana della sua morte.
La reazione di Buckingham Palace rende il caso ancora più significativo. La monarchia britannica ha tradizionalmente evitato di rispondere alle biografie e ai memoir, anche quando contenevano ricostruzioni fortemente critiche. Questa volta, invece, il Palazzo ha scelto di intervenire prima dell’uscita ufficiale, segnalando quanto venga considerata sensibile l’accusa attribuita al sovrano.
Quattro copie rubate nei Paesi Bassi
Attorno al libro si è aperto anche un caso investigativo. Quattro copie dell’edizione olandese, intitolata Zwanenzang, sono state sottratte da un camion durante il trasporto dalla tipografia a un magazzino nei Paesi Bassi. Secondo l’editore olandese Overamstel, l’autista si era fermato per il riposo obbligatorio e aveva trascorso la notte nella cabina del mezzo. Al risveglio è stata scoperta la sottrazione dei volumi. La polizia olandese ha avviato un’indagine.
L'episodio ha attirato particolare attenzione perché la distribuzione delle copie era sottoposta a misure di sicurezza proprio per evitare anticipazioni prima della pubblicazione e della serializzazione autorizzata. Non risultano al momento elementi pubblici che permettano di stabilire chi abbia sottratto i libri o quale fosse lo scopo del furto.
Una ferita che torna ad aprirsi
A quasi trent’anni dalla morte di Diana Spencer, il nuovo confronto dimostra quanto la sua memoria continui a occupare uno spazio delicato nella storia dei Windsor. Il racconto di suo fratello riporta in primo piano i giorni in cui la monarchia dovette confrontarsi con un lutto privato diventato immediatamente un evento planetario.
Questa volta, però, Re Carlo III ha scelto di non lasciare senza risposta la versione dell’ex cognato. Non con una ricostruzione alternativa dei fatti, ma con una frase che mette al centro proprio la fragilità dei ricordi dopo un trauma familiare. Il libro arriverà nelle librerie il 22 settembre. Solo allora sarà possibile valutare l’intero racconto di Spencer e il contesto nel quale inserisce le accuse rivolte al sovrano.
