Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores sono comparsi davanti al giudice federale in relazione all’indagine statunitense sul traffico internazionale di droga e sulle reti criminali connesse al loro regime. Gli USA hanno formalizzato accuse federali che includono, tra gli altri reati, narco-terrorismo e cospirazione per l’importazione di cocaina negli Stati Uniti. Maduro e la moglie si trovano ora presso il Metropolitan Detention Center di Brooklyn, in attesa delle procedure legali che potrebbero portare a una lunga battaglia giudiziaria. La difesa scelta da Maduro. Per la sua difesa legale, Maduro ha optato per un avvocato di rilievo noto anche per aver rappresentato Julian Assange in casi giudiziari ad alto profilo negli Stati Uniti. Questo segnala l’intenzione dell’ex presidente di affrontare la causa con un team di difensori esperti in processi mediatici e complessi. Le parole di Trump e l’espansione della strategia USA. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha salutato l’arresto come un successo strategico, dichiarando apertamente che «gli Stati Uniti hanno il controllo del Venezuela» e suggerendo che anche Cuba potrebbe presto crollare sotto la pressione americana. Trump ha inoltre affermato che l’amministrazione è «pronta a una missione anche in Colombia» qualora giudicata necessaria per la lotta al narcotraffico e alla destabilizzazione regionale. Risposta venezuelana e posizioni internazionali. Dal Venezuela, la vicepresidente Delcy Rodríguez, indicata come presidente ad interim dopo la cattura di Maduro, ha espresso disponibilità a collaborare con gli Stati Uniti, in un tono meno conflittuale rispetto alle precedenti prese di posizione. Al contempo, la comunità internazionale e diverse nazioni hanno espresso preoccupazione per la legalità e le implicazioni geopolitiche dell’azione statunitense, con critiche che parlano di violazione della sovranità nazionale.
