Mondiale, le quattro grandi verso la finale di New York

Argentina, Inghilterra, Francia e Spagna: sette titoli e nessuna sorpresa in semifinale

mondiale le quattro grandi verso la finale di new york

Messi, Bellingham, Mbappé e Yamal guidano le regine del ranking. Martedì Francia-Spagna a Dallas, mercoledì Inghilterra-Argentina ad Atlanta

Il Mondiale delle quarantotto squadre arriva alla sua stretta decisiva consegnando la corsa alla Coppa a quattro nazionali che non hanno bisogno di presentazioni. Argentina, Inghilterra, Francia e Spagna hanno già conquistato complessivamente sette titoli e occupano le prime quattro posizioni della graduatoria mondiale. Nessuna rivelazione, nessuna outsider: nelle semifinali è rimasto il nucleo più nobile e riconoscibile del calcio internazionale.

Martedì 14 luglio, alle 21 italiane, Francia e Spagna si affronteranno a Dallas. Ventiquattr’ore più tardi, alla stessa ora, toccherà a Inghilterra e Argentina nello stadio di Atlanta. Le due vincitrici raggiungeranno la finale del 19 luglio nell’area di New York e New Jersey.

Sette Coppe e quattro modi di vincere

Il peso della storia si misura negli anni incisi sull’albo d’oro. L’Inghilterra conserva il ricordo del trionfo casalingo del 1966. L’Argentina, campione in carica, ha sollevato il trofeo nel 1978, nel 1986 e nel 2022. La Francia ha vinto nel 1998 e nel 2018, mentre la Spagna ha raggiunto il vertice nel 2010.

Il quadro delle semifinali appare tradizionale, ma racconta anche l’evoluzione contemporanea del gioco. Le quattro squadre utilizzano la difesa a quattro, cercano qualità e movimento sulla trequarti e rinunciano quasi sempre al vecchio centravanti statico. Anche Harry Kane, il riferimento più classico rimasto, partecipa alla costruzione e apre spazi per gli inserimenti dei compagni.

La presenza simultanea delle quattro nazionali ai vertici del ranking conferma quanto il torneo abbia premiato continuità, profondità delle rose e capacità di governare i diversi momenti delle partite. La Francia ha riconquistato il primo posto nella classifica aggiornata durante il Mondiale, davanti ad Argentina, Spagna e Inghilterra.

L’Inghilterra costruita dalla Premier

L’Inghilterra cerca una finale mondiale che manca dal 1966. La nazionale di Thomas Tuchel porta in campo il prodotto di una Premier League ricca, internazionale e abituata a ritmi altissimi. È una squadra figlia di un Paese multiculturale, nella quale convivono il talento di Jude Bellingham, la velocità di Bukayo Saka e Noni Madueke, la forza di Declan Rice e l’esperienza realizzativa di Kane.

Il percorso nella fase a eliminazione diretta non è stato privo di difficoltà. Contro la Norvegia sono serviti i supplementari e una doppietta di Bellingham per completare la rimonta e conquistare la semifinale. La capacità di restare dentro una partita complicata è diventata uno degli elementi più convincenti della squadra inglese, insieme alla profondità della panchina.

Tuchel chiede possesso, pressione e profondità, ma pretende soprattutto che la circolazione del pallone produca occasioni. L’Inghilterra non vuole limitarsi a controllare: cerca di accelerare improvvisamente attraverso gli inserimenti dei centrocampisti e gli strappi degli esterni.

Messi, l’ultimo fuoriclasse sudamericano

Di fronte agli inglesi ci sarà l’Argentina, detentrice della Coppa e unica rappresentante del calcio sudamericano rimasta in corsa. Al centro di tutto c’è ancora Lionel Messi, arrivato al torneo tra dubbi fisici e interrogativi sul suo impiego, ma tornato decisivo a 39 anni.

La sua influenza non si limita ai gol. Messi continua ad abbassarsi per ricevere, attirare avversari e liberare spazi per Julián Álvarez e Lautaro Martínez. Attorno al capitano, però, la squadra di Lionel Scaloni ha mostrato qualche fragilità difensiva e ha dovuto spendere molte energie nelle sfide a eliminazione diretta.

L’Argentina si presenta alla semifinale con il miglior attacco tra le quattro rimaste, diciassette reti, ma anche con sei gol subiti. La capacità di proteggere l’area e limitare le incursioni di Bellingham sarà decisiva quanto l’ispirazione del suo numero dieci.

La Francia saluta Deschamps con la rosa più profonda

La Francia sembra possedere la maggiore quantità di soluzioni offensive. Didier Deschamps, all’ultimo Mondiale da commissario tecnico, può combinare Kylian Mbappé, Ousmane Dembélé, Désiré Doué e Michael Olise, interpreti provenienti dai principali laboratori tecnici d’Europa.

Il talento individuale non ha compromesso l’equilibrio. I Bleus hanno realizzato sedici gol e ne hanno incassati soltanto due, costruendo il proprio cammino sulla capacità di alternare pressione alta e ripartenze. La semifinale contro la Spagna metterà di fronte la squadra più esplosiva e quella maggiormente orientata al controllo.

Per Deschamps è anche l’occasione di inseguire la terza finale mondiale consecutiva dopo il successo del 2018 e la sconfitta ai rigori contro l’Argentina nel 2022. In caso di qualificazione, la Francia raggiungerebbe la quinta finale nelle ultime otto edizioni, un dato che misura la continuità del suo sistema calcistico.

La Spagna del pallone e degli inserimenti

La Spagna ha costruito il proprio torneo partendo dal possesso, ma senza restare prigioniera del palleggio. Luis de la Fuente ha aggiunto verticalità e presenza nell’area avversaria, affidandosi agli inserimenti dei centrocampisti e alla capacità degli esterni di creare superiorità.

Lamine Yamal, condizionato nella fase finale della stagione da problemi fisici, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. La squadra ha però trovato altre strade, con Mikel Merino diventato il simbolo di un centrocampo capace di accompagnare l’azione e concluderla. Il dato più impressionante resta quello difensivo: undici reti segnate e una sola subita.

La Roja arriva inoltre alla sfida con una lunga serie di risultati utili e con un’identità ormai consolidata. Rodri guida la circolazione del pallone, mentre i difensori partecipano alla costruzione con continuità. La percentuale di possesso registrata durante il torneo conferma una squadra che prova a comandare le partite attraverso il controllo degli spazi prima ancora che del pallone.

La Coppa passa dai suoi uomini simbolo

Il Mondiale offre così due semifinali costruite anche sul confronto tra generazioni. Messi rappresenta l’ultimo grande capitolo di una carriera irripetibile, mentre Bellingham prova a diventare il volto dell’Inghilterra del futuro. Dall’altra parte, Mbappé è già nel pieno della maturità internazionale, mentre Yamal cerca la consacrazione definitiva nonostante la giovanissima età.

Saranno i dettagli a separare quattro squadre che condividono principi tattici simili ma li interpretano con caratteristiche differenti. L’Argentina affida ancora molto alla genialità del suo capitano. L’Inghilterra punta sul ritmo e sulla forza della Premier. La Francia dispone della rosa più profonda. La Spagna prova a governare il gioco con tecnica e pazienza.

Non ci sono favole inattese nell’ultima settimana del torneo. Ci sono quattro potenze, quattro stelle e sette Coppe già conquistate. A New York e New Jersey arriverà soltanto il meglio di questo Mondiale.