"Uccisa dal web". Tiziana, storia di un femminicidio social

Dalla testimonianza della madre ai messaggi privati della ragazza, ecco il libro rivelazione

uccisa dal web tiziana storia di un femminicidio social
Mugnano di Napoli.  

Era finita nel tritacarne mediatico per quei video privati diffusi e diventati virali. Tiziana Cantone ha vissuto due anni di inferno prima di quel 13 settembre 2016 quando decise di farla finita, impiccandosi nella sua casa di Mugnano.

Quella giovane e bellissima napoletana ha vissuto la gogna mediatica senza pietà dovuta alla diffusione dei video hot. Una storia quella di Tiziana Cantone che come racconta la madre, Maria Teresa Giglio: "con un click si può fare del male, si può uccidere. Il virtuale oggi, per i ragazzi, è come il reale. Per questo noi dobbiamo fare attenzione alle parole che usiamo, il linguaggio che utilizziamo. Tutti devono capire che commentare sui social significa condividere pensieri che non si può sapere che impatto abbiano sul prossimo".

“Uccisa dal web: Tiziana Cantone. La vera storia di un femminicidio social. Dalla testimonianza diretta di Maria Teresa Giglio”, questo il titolo per esteso,  basato sulla testimonianza diretta della madre, Maria Teresa Giglio, non è solo un resoconto della vicenda giudiziaria di Tiziana Cantone, ma è una scrupolosa inchiesta giornalistica che mira a gettare nuova luce sulla tragica storia della giovane donna. La scoperta nella sua camera da letto, a distanza di un anno dalla morte, di una scheda di memoria nascosta in un vassoio tra collane e orecchini, restituisce al lettore una verità profondamente diversa. Oltre alle rivelazioni, il volume è soprattutto un grande atto d'amore verso Tiziana. «Un testo che si spera restituisca dignità ad una ragazza, offesa da viva e anche da morta».

Il libro, che esce in concomitanza con il processo all'ex di Tiziana, racconta molti particolari inediti sul periodo antecedente il suicidio: quei 12 mesi precedenti la diffusione dei video privati di Tiziana e, grazie al lavoro scrupoloso degli autori, unito alla testimonianza della madre, Maria Teresa Giglio, lascia emergere una realtà diversa che sarà dibattuta in fase di processo. Solo pochi giorni fa anche la trasmissione "Chi l'ha visto?" era tornata a parlare del caso della ragazza. Mentre continuano le indagini per istigazione al suicidio il web prova a chiedere scusa per la superficialità con cui ha puntato il dito contro la ragazza. Nel corso della puntata della trasmissione condotta da Federica Sciarelli sono andate in onda le scuse degli Youtubers che avevano parodiato i video di Tiziana Cantone.