Aumenta il pedaggio per i mezzi pesanti sull'A3: "Duro colpo alle imprese"

La Cisl contesta il rincaro di 10 centesimi per chi percorre l'autostrada

aumenta il pedaggio per i mezzi pesanti sull a3 duro colpo alle imprese
Salerno.  

"La FIT - CISL di Salerno esprime forte preoccupazione per l’annunciato aumento dei pedaggi autostradali sulla A3, in particolare per i mezzi pesanti, misura che rischia di avere gravi ripercussioni sull’intero comparto del trasporto merci e sulla tenuta occupazionale del settore logistico. Le aziende di trasporto, già duramente provate dall’aumento dei costi energetici, dalla concorrenza estera e da una rete infrastrutturale spesso inadeguata, si troveranno ora a fronteggiare un ulteriore aggravio economico che potrebbe compromettere la loro sostenibilità. Questo incremento dei costi, inevitabilmente, finirà per ricadere anche sui lavoratori del settore, sia in termini occupazionali che di condizioni di lavoro". E' quanto si legge in una nota a firma di Massimo Stanzione, segretario con delega al settore merci e logistica della Fit Cisl.

“L’aumento del pedaggio sulla A3 rappresenta un duro colpo per le imprese di trasporto merci, che operano quotidianamente su questa arteria fondamentale per la mobilità del Mezzogiorno. Le conseguenze di questa scelta rischiano di essere devastanti per un settore già fragile, con ricadute dirette sui lavoratori, che potrebbero subire tagli, riduzioni di orario o peggioramento delle condizioni contrattuali. Chiediamo alle istituzioni un’immediata riflessione sulle implicazioni di tale provvedimento e l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze del settore e dei lavoratori. È necessario trovare soluzioni condivise che tutelino l’occupazione e garantiscano la competitività delle nostre imprese, senza scaricare i costi sulle spalle di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della logistica e dell’economia del Paese - spiega Stanzione -. La FIT-CISL di Salerno ribadisce la propria disponibilità al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni e le parti sociali per individuare misure alternative e sostenibili, che non penalizzino ulteriormente un comparto strategico per lo sviluppo economico del territorio".