Avellino

La stagione 2019/2020 dell'Avellino inizierà ufficialmente domani, con delle precise tappe che scandiranno le giornate di lavoro fuori dal campo in vista del campionato di Serie C. In primis, entro il 24 giugno, va perfezionata la domanda di iscrizione in Lega Pro indicando (entro il 17, per evitare sazioni, ndr) lo stadio nel quale si intendono giocare le gare casalinghe, con il presupposto, scontato, che lo stesso sia in possesso di precisi requisiti strutturali. In tal senso, il “Partenio-Lombardi” necessita di interventi da programmare ed effettuare, a breve e lungo termine, e in ogni caso non oltre il 1° febbraio 2020, per avere l'ok da Firenze. All'istanza per formalizzare la partecipazione al prossimo torneo di terza Serie va poi allegata la concessione d'utilizzo firmata dal Comune di Avellino: l'intesa in essere scade il prossimo 30 giugno e, va, dunque, prorogata, a meno che non venga stipulata in tempi celeri una convenzione d'uso ex novo. Inevitabile, in tal senso, una nuova riunione a stretto giro di posta, a Palazzo di Città, dopo quella tenuta lo scorso giovedì pomeriggio.

Nella giornata di martedì dovrebbe tenersi, invece, un altro incontro: quello tra la proprietà, il direttore sportivo Carlo Musa e il tecnico Giovanni Bucaro, in rappresentanza sua e dello staff tecnico, per procedere alla stipula dei contratti da professionisti.

Poi sarà tempo della del ritiro, per cui si profila, a oggi, un ballottaggio tra il Trentino e l'Umbria.

Infine, la dirigenza, chiamata a ridefinirsi con la nomina di un direttore generale (Iovino, Varini o una soluzione interna, ndr), potrà tuffarsi nel calciomercato: il difensore Aya, il centrocampista Varone e l'attaccante Caccavallo sono in cima alla lista dei desideri.

La settimana entrante sarà, inoltre, cruciale per conoscere l'ulteriore decisione del TAR del Lazio, dopo il provvedimento monocratico del 7 agosto 2018 e collegiale del 14 settembre 2018, entrambi di respingimento, relativi al ricorso dell'Avellino targato Walter Taccone, che, come noto, chiede l'annullamento del verdetto con cui, il 31 luglio 2018, il Collegio di Garanzia del Coni negò il rilascio della Licenza Nazionale sancendo la mancata ammissione nella Serie B 2018/2019 della società da lui presieduta. Lo scorso 30 aprile si è tenuta l'udienza pubblica nella quale gli avvocati Lorenzo Lentini, Eduardo Chiacchio, Franco Vigilante, Italo Rocco e Silvia Morescanti sono entrati nel merito della discussione.

Entro 45 giorni da quella data va emessa la sentenza. Gli ultimi rumors indicavano in domani il momento della verità, ma non sono esclusi ulteriori slittamenti. In ogni caso, proprio per il limite temporale entro cui procedere alla pubblicazione del dispositivo, non si arriverà oltre sabato prossimo.

Nell'eventualità di un parere positivo si verrebbero a creare i presupposti per la richiesta di un maxi risarcimento economico, ma resterebbe da valutare se la FIGC e Lega B accetterebbero la domanda di iscrizione dell'Avellino di Taccone nel torneo Cadetto potendo ricorrere al Consiglio di Stato, che, va ricordato, il 28 agosto 2018 respinse un altro ricorso dell'U.S. Avellino di Taccone. C'è, inoltre, il precedente del Catania, che, sempre la scorsa stagione, nonostante una pronuncia favorevole del Coni in merito a un ripescaggio in Serie B, non è poi stato ammesso per la ferma opposizione della FIGC e della Lega B, che riformò il format del torneo Cadetto adottando la formula a 19 squadre.

In questo intricato scenario l'indiscrezione più rilevante riporta che, alla finestra, pur restando concentrata in maniera prioritaria sul suo, indipendente, percorso, c'è anche la Calcio Avellino SSD, che, nel contempo, è in attesa di ereditare il denominazione dopo il logo Uesse già sfoggiato sulle maglie in questa stagione. Le matricole sono differenti, le società pure, ma la Federazione potrebbe “riconoscere” solo il club di De Cesare. Se così fosse, si andrebbe verso prospettive per certi versi senza precedenti, con potenziali sviluppi più che mai difficili da pronosticare. La stessa attesa della Sidigas, però, potrebbe essere indicativa ed è quantomeno sufficiente per far comprendere che non si può davvero dare nulla per scontato in caso di un ribaltone della giustizia amministrativa con riflessi su quella sportiva.