Per l'Avellino è il momento di smaltire la sbornia per la vittoria del campionato e dello scudetto di Serie D e concentrarsi definitivamente sulla prossima stagione. Da venerdì, alla spicciolata, i calciatori lasceranno la città per il “rompete le righe” estivo e la palla passerà alla società, chiamata a “ristrutturarsi”, per ciò che concerne l'assetto dirigenziale, in vista del girone C della Serie C formato 2019/2020, che si preannuncia altamente competitiva. Da riempire la casella di direttore generale. Diversi i contatti e i colloqui - anche in città - con il direttore sportivo Massimo Varini, in uscita dalla Pro Vercelli, ma c'è un irpino pronto a rispondere “presente” senza adattarsi al ruolo; garantendo così a Carlo Musa la totale indipendenza, in termini di scelte e operatività sul mercato: il principale e sostanziale nodo da sciogliere per proseguire la sua esperienza in Irpinia. Bruno Iovino, attuale delegato Aru per le Universiadi, aspetta solo un cenno da parte della Sidigas: “Ho dato la mia disponibilità e ne sono orgoglioso. Se hanno bisogno, se riterranno opportuna la mia presenza, il mio telefono è sempre acceso. Ripeto: la mia disponibilità c'è tutta.”
Il salto di categoria riaccende i fari anche sul “Partenio-Lombardi”, che l'architetto Vincenzo Maria Genovese, attuale direttore games services della kermesse intercontinentale, conosce come pochi altri: “C'è stato un intervento abbastanza importante, che, però, è stato eseguito ormai 6 anni fa. Troppi. L'impianto deve necessariamente essere curato, nel vero senso della parola. Una volta curato, in aderenza con quanto richiesto dalla Lega Pro, possiamo pensare di fargli indossare un “abito” nuovo.” E allora, in archivio i festeggiamenti perché il futuro è già presente.
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