Il doppio turno casalingo poteva rappresentare un autentico trampolino di lancio per l'Avellino, reduce da tre vittorie consecutive. Le due sconfitte di fila, contro Bisceglie e Virtus Francavilla, hanno, invece, messo a nudo tutti i limiti dei biancoverdi, mascherati proprio dai tre successi ottenuti prima dei flop al “Partenio-Lombardi”. Panchina corta, soprattutto per quanto riguarda i cambi per il reparto avanzato, palese involuzione nella pericolosità offensiva: venuta meno la brillantezza e l'incisività nelle ripartenze spinte da Micosvchi e, soprattutto, Rossetti, non al top della forma; senza il contributo di Alfageme, evanescente; calata la qualità e il ritmo della regia di Di Paolantonio, i lupi sono diventati lenti e prevedibili. Primo tempo da dimenticare contro l'undici di Trocini, quadrato e tutt'altro che rinunciatario, in vantaggio meritatamente, per quanto prodotto nella prima frazione, al minuto di gioco numero 39: colpo di testa in anticipo su Celjak della “bestia nera” Perez, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Tonti, non particolarmente reattivo, battuto. Nella ripresa il passaggio al 4-2-4, che, però, è solo servito a creare un po' di scompiglio nelle retrovie pugliesi, ma mai a centrare lo specchio della porta. Amareggiato il tecnico Ignoffo, che ha fatto eco al vice Cinelli invitando l'ambiente a evitare di far drammi, perdendo di vista l'obiettivo salvezza. A nome della squadra ha parlato, invece, il direttore sportivo Di Somma. L'occasione è stata utile per un'assunzione di responsabilità in merito alla vicenda della fideiussione integrativa, ormai superata, ma che ha rallentato il mercato irpino incidendo proprio sui mancati arrivi in attacco, come ammesso dal dirigente in sala stampa: “Non era previsto il ricorso a una seconda fideiussione. Abbiamo sforato di poco. La società è corsa ai ripari velocemente.” Troppo tardi, però, ed è lapalissiano, per completare la rosa. Non resta, dunque, che riprendere contatto con la realtà: ci sarà da lottare facendo di necessità virtù, già a partire da domenica, al “Menti”, nel derby contro la Cavese, strapazzata (4-0) dal Catania.
Avellino, i primi effetti di una coperta colpevolmente corta
Lupi senza gol da due partite, emergono i limiti del reparto avanzato che non è stato completato
Marco Festa