Ciampi ci ripensa: ricorso al Tar. Pizza: così è un dissociato

I 5Stelle al Tar per il premio di maggioranza. Pizza: «Dice una cosa e ne fa un'altra»

La questione riguarda settecento schede. Potrebbero dare al Movimento i numeri per governare. Petitto: un sindaco così non mi rappresenta. Preziosi: se hanno dubbi fanno bene. Giordano: Ciampi teleguidato.

Avellino.  

Se non è possibile un dialogo per allargare la maggioranza, i 5Stelle ci provano per via giudiziaria. Se ne parlava da tempo, ma ora si passa alle vie di fatto: il Movimento (il sindaco e i consiglieri eletti), hanno presentato ricorso al Tar Campania per l'assegnazione del premio di maggioranza. La questione riguarda, chiaro, le ultime elezioni amministrative. Ed è fondamentale per il futuro del governo cittadino. La richiesta dei 5Stelle (che sono assistiti dagli avvocati Francesco Corbo e Rocco Felato), riguarda il riconteggio di 700 schede (42 sezioni su 72). Quel numero consentirebbe – se si ribaltasse il risultato – di consegnare a Ciampi il premio di maggioranza. Il che significa anche conquistare un numero sufficiente di consiglieri per amministrare.

Il premio di maggioranza – lo ricordiamo – è stato assegnato alle liste che sostenevano il candidato Nello Pizza (che hanno superato il 50 per cento). Senza quelle settecento preferenze non non avrebbero diritto, andando invece a Ciampi che ha stravinto il ballottaggio.

Le reazioni dell'opposizione sono arrivate immediate. Molto forte quella dello stesso Nello Pizza: «Fossi un cittadino di Avellino avrei paura di essere governato da una persona che vive in modo dissociato. Mentre afferma di procedere in un modo poi fa l'esatto contrario. Ieri in aula aveva affermato di voler superare i contrasti nati intorno alla vicenda delle vele. Ma mentre pronunciava quelle parole sapeva che stavano partendo le notifiche per il ricorso al Tar sul riconteggio. E' un sindaco che si è contraddetto dal primo giorno. Un sindaco che chiede scusa e poi attacca».

Livio Petitto – il consigliere più votato alle amministrative -, non risparmia critiche al sindaco: «Non mi sento rappresentato da un primo cittadino così. Di questa loro iniziativa giudiziaria neppure una parola in aula. Probabilmente ora ci dirà che non aveva l'obbligo di avvertirci, perché è una iniziativa del Movimento. Come ha fatto per il manifesti. E' da due mesi che questa città va al continuo ribasso. Mi dispiace per Avellino, molto».

Sulla vicenda è intervenuto anche Dino Preziosi: «Ciampi prima ha detto che non avrebbe presentato ricorso, poi l'ha fatto. Per garbo istituzionale avrebbe almeno dovuto avvisare. Ma comunque, se i 5Stelle si sentono davvero lesi, hanno fatto bene a ricorrere ai giudici. Se hanno anche avuto delle segnalazioni su presunte irregolarità è giusto che approfondiscano la questione».

Molto critico anche il riferimento di centrodestra Sabino Morano che scrive su facebook: «Dopo una serie di telefonate da parte di vari colleghi consiglieri, che mi preannunciavano il suo imminente arrivo, ho appena ricevuto dalle mani dell'ufficiale giudiziario, copia del ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, che tra i suoi firmatari annovera il Sindaco Ciampi il vicesindaco ed altri membri dell'esecutivo, finalizzato alla correzione dell'ordine di assegnazione dei seggi. Senza entrare nel merito delle fantasiose argomentazioni sostenute, resto esterrefatto rispetto alla mancanza assoluta di buona fede che ha contraddistinto il sindaco ed i suoi collaboratori nei mesi scorsi. In molteplici occasioni, infatti, il primo cittadino interrogato sulla fondatezza delle voci al riguardo, aveva in maniera pubblica quanto privata, smentito categoricamente l'esistenza di tale atto. È assolutamente inaccettabile che un Sindaco affermi reiteratamente il falso, mai in tutta sincerità mi ero trovato a dover constatare atteggiamenti così tristemente offensivi nei confronti delle istituzioni e della Città, è proprio vero che al peggio non c'è mai fine!».

Conclude Nicola Giordano: «Questo è un sindaco teleguidato, probabilmente anche stavolta dirà che il ricorso è stato voluto dai vertici del Movimento. Forse un giorno capirà che la sua autonomia è indispensabile per governare, ma probabilmente per la città sarà già troppo tardi».