Avellino, polemiche e babà. Ma la soluzione c'è: in Grecia...

Ciampi e la città che brucia. Ma dove si amministra bene tutto è possibile. Pure con i debiti...

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Trikala, aveva più debiti di Avellino. In pochi anni è diventata tra le 21 più importanti smart city del mondo, migliorando servizi, trasparenza, efficienza, consumi e istruzione. Merito di amministratori intelligenti e con una visione.

 

 

di Luciano Trapanese

Mentre si parla di Avellino tra le fiamme per i debiti comunali, c'è una città che quattro anni fa aveva il doppio di quel deficit e il 50 per cento come tasso di disoccupazione, ed è riuscita a risorgere grazie ai progetti dei suoi amministratori, alla fiducia nello sviluppo tecnologico e a una intelligente visione di futuro. Ha dimezzato i debiti, inizia a creare posti di lavoro per i suoi giovani, aumentato il tasso di sicurezza, la qualità dell'istruzione e dei servizi per i cittadini. Non si trova in Svezia o Svizzera. Ma in un Paese disastrato come la Grecia. La città in questione è Trikala, 80mila abitanti. Una delle prima 21 smart city del mondo. Un miracolo? No. E' stata solo amministrata bene. Senza piangersi addosso. Qualcuno ad Avellino potrebbe prendere esempio. E il riferimento non è solo ai 5Stelle naturalmente. L'esempio vale per tutti, anche per chi ha preceduto Ciampi: un amministratore non resta immobile perché non ci sono soldi, ma si attrezza per superare le difficoltà.

La storia di Trikala è emblematica. Serve conoscerla, per comprendere come una buona amministrazione comunale possa cambiare le sorti di una città. Ma servono idee, competenze, capacità progettuali e – lo ripetiamo come un mantra – visione.

Era il 2014 quando il sindaco Dimitri Papastergiou è diventato sindaco. Il comune aveva debiti per 45 milioni di euro. Una città in crisi. Emigrazione alle stelle, soprattutto quella giovanile. Insomma, Avellino in salsa greca.

L'amministrazione ha scelto la tecnologia. Ma non c'era un budget. E allora ha avviato collaborazioni con partner, tra questi la Commissione europea, per il progetto degli autobus senza conducente (altro che il ritorno delle vetuste filovie...). Nel frattempo sono stati stretti accordi con altre due aziende tecnologiche. Il comune ha partecipato ad altri progetti finanziati dalla Ue e offrendo un sito di test per aziende informatiche locali la città è riuscita a tagliare di venti milioni il suo debito.

Oggi in una sala comunale ci sono nove schermi su una parete. Mostrano mappe, grafici colorati che monitorano la disponibilità dei parcheggi, lo stato dei semafori e delle condutture d'acqua, la posizione dei camion della spazzatura e il budget mensile del municipio. Tutto naturalmente a disposizione dei singoli cittadini sui rispettivi smartphone. Cittadini che hanno anche un “sistema reclami” digitale (non proprio la app appena presentata dalla giunta Ciampi). In un anno il comune ha ricevuto 4mila richieste di interventi e commenti. I problemi sollevati dagli utenti prima venivano risolti mediamente in un mese. Oggi, in qualche giorno. Ma soprattutto il processo è più trasparente. E nessuno è più costretto a chiedere l'intervento di un “amico politico”.

I risparmi sono notevoli. Un esempio? Con i lampioni dotati di sensori, il comune ha ridotto il consumo di elettricità del 70 per cento.

Trikala è anche uno dei pochi posti al mondo dove sono stati forniti a tutti gli studenti delle 120 scuole pubbliche un kit di robotica e un altro di intelligenza artificiale. Una operazione che ha avviato tanti ragazzi verso lo studio di nuove tecnologie. Molti istituti superiori hanno attrezzato laboratori di robotica, grazie anche alle sovvenzioni di Fondazioni e con il sostegno del comune. Questi studi hanno aperto la mente dei ragazzi. Molti hanno trovato posti di lavoro che neppure immaginavano potessero esistere.

In un reportage del Guardian, un ragazzino delle scuole elementari di Trikala ha raccontato: «Diventerò dottore, ma un dottore robotico».

Nei prossimi mesi il comune greco aderirà al programma Activage dell'Ue, che consente di trasformare normali abitazioni in case intelligenti e permette di monitorare la salute dei residenti anziani, rilevando sia i movimenti sia il consumo di cibo.

E non è tutto. A Trikala sarà anche sviluppato un progetto agricolo che utilizza la tecnologia per coltivare antiche piante medicinali, tutte da rivendere all'industria farmaceutica.

Di smart city si parla da tempo. Ma da noi sono solo chiacchiere. Paroline utilizzate per far capire che si pensa al futuro.

Ma cosa sono le città intelligenti? Quelle che utilizzano tecnologia per migliorare i servizi, aumentare la trasparenza e diventare più efficienti. Come Trikala, insomma. Si stanno diffondendo in tutto il mondo. In Europa in particolare (e l'Ue concede finanziamenti per avviare questo percorso...). Entro il 2050, si prevede che due terzi della popolazione mondiale vivrà in smart city. Un settore – ora, non domani – in enorme crescita. Eppure ad Avellino, se ne fa un semplice accenno in qualche programma. Come fosse qualcosa di lontano e indefinito. Dimenticando tra l'altro le grandi opportunità dietro questa sfida. Oltre a quelle elencate, Avellino non può dimenticare di essere a poche decine di chilometri da una delle più importanti facoltà di Informatica in Italia (Fisciano), e che l'eventuale connessione con città vicine potrebbero aprire le porte a un progresso economico notevole (commercio, trasporti, servizi, turismo), basti pensare al retroporto di Salerno nella vicinissima Mercato San Severino.

Il punto è questo. Da chi amministra una città, ci aspettiamo progetti e ambizioni di questo tipo. Non - il riferimento è Avellino - il tirare a campare di precedenti esperienze o il tiro al bersaglio sugli errori del passato di questa amministrazione. Il futuro è oggi, e non può aspettare.