di Luciano Trapanese
«Non c'è nessuna talpa nel Pd. Nessuno del nostro gruppo ha avvisato Ciampi. In fondo non ce n'era neppure bisogno: tutti sapevano del voto contrario sulle linee programmatiche. E tutti sapevano che quel voto avrebbe avuto conseguenze. Lo sapeva anche il sindaco, naturalmente».
Laura Nargi, consigliere comunale del Partito democratico, vuole sgomberare il campo da ogni dubbio sul comportamento del gruppo. «Siamo uniti e leali».
Eppure qualcuno ha parlato...
«Questo non lo so e non posso dirlo. Ma non è stato uno di noi».
Insieme alla Nargi nel gruppo ci sono anche – è bene ricordarlo -, Livio Petitto, Stefano La Verde, Enza Ambrosone ,Carmine Montanile e Ivo Capone.
C'è poi una schiera, folta, di consiglieri di area Pd (e alcuni iscritti al partito) che hanno sostenuto la candidatura di Nello Pizza. Ma non rispondono al gruppo. E forse, un suggeritore esterno, se c'è stato, potrebbe venire da quell'area.
«Se qualcuno ha una vicinanza al sindaco non posso escluderlo, ma neppure affermarlo con sicurezza...»
«Non avremmo mai votato – continua Nargi - il programma. E' generico, ricco solo della consueta propaganda. A partire da quel reddito di cittadinanza, una misura in aperto contrasto con la situazione debitoria del comune. Per non parlare dei referendum senza quorum. Uno strano esempio di democrazia».
Dopo due mesi, comunque, si riparte da zero. Niente programma, niente commissioni, nessuna maggioranza. Una amministrazione bloccata. E di conseguenza anche la città. Una impasse che rischia di continuare.
«Il sindaco – aggiunge il consigliere Pd - ha chiesto aiuto sul programma. Per rispetto degli elettori e per il bene di Avellino, possiamo anche provare ad avere delle convergenze su alcuni punti. Ma non è una apertura ai 5Stelle. E' una apertura a tutti e su poche questioni. Con il Movimento non è possibile nessun accordo. Tantomeno un contratto. Stiamo all'opposizione. La nostra decisione è stata chiara sempre. E ci siamo mossi con coerenza rispetto a quella scelta: siamo dall'altra parte e lì resteremo».
In aperta opposizione al sindaco ci sono ormai – dopo una breve quanto casta liason -, anche Dino Preziosi (che ieri ha chiesto al sindaco di dimettersi), Luca Cipriano, Sabino Morano (con i componenti del centrodestra). Naturalmente Nello PIzza e Nadia Arace. Insieme a loro tutto il gruppo Pd, come ha confermato la Nargi. Anche le altre “formazioni” che compongono il consiglio, vicine al Partito democratico in campagna elettorale (e nel recente passato), non hanno ufficialmente una posizione di apertura rispetto a Ciampi. Ripetiamo, non ufficialmente. Sarà tutto più chiaro solo il giorno in cui quelle linee programmatiche, se mai ci saranno, verranno discusse e votate in aula.
Nel frattempo la lunga attesa continui. Ma come avrete notato i colpi di scena a cadenza quasi quotidiana non mancano.
