di Luciano Trapanese
Quella del sottosegretario Carlo Sibilia è un'accusa grave, ai limiti della tentata estorsione politica. Ha dichiarato nel consueto post su Facebook: «Alla fine ci siamo arrivati: o ci dai la poltrona di assessore o ci dimettiamo». La proposta indecente sarebbe arrivata da «quelli che si autodefinivano "cambiamento" e ora si siedono di nuovo con il Pd e la Dc per fare accordi e accordicchi». In questa frase ci sarebbe un riferimento esplicito anche ai presunti autori della richiesta. Le liste che al ballottaggio hanno appoggiato Ciampi contro Pizza. E quindi: Luca Cipriano, Sabino Morano e Dino Preziosi.
La risposta più veloce è stata quella di Cipriano, proprio sotto il post del sottosegretario dei 5Stelle: «Illustre onorevole, dopo il suo post è dovere aiutare tutti a capire. Chi ha chiesto la poltrona di assessore minacciando le dimissioni? Nomi e cognomi cortesemente. Niente spiegazioni generiche. Così anche noi del gruppo Mai più, unitamente ai cittadini di Avellino, possiamo avere le idee più chiare».
Sibilia non ha risposto. O meglio, non direttamente. Ma qualche commento dopo scrive: «Lo so, qualche ipocrita ancora vuole fare il regista quando è solo una comparsa. Ma dobbiamo essere comprensivi con tutti»... Che sembra un riferimento proprio a Cipriano.
Il sottosegretario cavalca nel post poi un ormai antico cavallo di battaglia, il popolo: «La domanda che mi pongo spesso è: non sarebbe meglio accettare il verdetto del popolo abbandonando polemiche sterili e dopo anni di declino cominciare insieme a pensare al futuro?».
Beh, certo, sarebbe meglio. Ma sarebbe anche opportuno iniziare a pensare che in una democrazia rappresentativa non si governa con la minoranza. E che l'opposizione in aula – per volere del popolo – rappresenta la maggioranza degli avellinesi.
Comunque sia, per amore di verità, ma anche per capire se davvero qualcuno ha utilizzato l'arma del ricatto politico per ottenere un assessorato, sarebbe opportuno che Carlo Sibilia – oltretutto sottosegretario al ministero dell'Interno -, facesse i nomi. Per onestà verso il “popolo”, per correttezza istituzionale, per impedire che tipi così loschi possano ripresentarsi alle elezioni e anche per verificare se ci sono gli estremi per un intervento della procura.
Dire chi sono è un suo dovere. Farebbe del bene al Movimento, così si potrebbe anche giustificare l'andamento ondivago del sindaco Ciampi, evidentemente costretto a barcamenarsi tra delinquenti politici. Del bene ai cittadini, che capirebbero che tipo di personaggi hanno votato.
In caso contrario onorevole saremmo costretti a formulare una sola e spiacevole ipotesi: non ha ricevuto nessuna richiesta di quel tipo, e prefigurando la fine di questa breve parentesi amministrativa, ha attivato la solita propaganda.
Ma dal momento che non abbiamo nessun valido elemento per dubitare della sua buona fede, sarebbe forse il caso di riattivare le famigerate vele e farle girare per le strade di Avellino con la foto e il nome di chi ha tentato di estorcere all'esecutivo 5Stelle una poltrona di assessore. I cittadini, questa volta, apprezzerebbero.
