di Simonetta Ieppariello
Niente vele della gogna, ma spuntano delle locandine social per additare chi non collabora all'attività di governo. E' l'iniziativa del sindaco, Vincenzo Ciampi, sul proprio profilo «Facebook», per indicare i nomi dei consiglieri che hanno votato no alle sue linee programmatiche nella scorsa seduta di consiglio. Ore infuocate per lo scambio via web di strali e accuse in consiglio ad Avellino. Dopo le locandine su facebook per additare chi non collabora, la consigliera Arace posta una frase per riflettere sul caso della donna presa a martellate, rimarcando negativamente l'atteggiamento del sindaco su tale vicenda. Ciampi, neanche a dirlo, ha risposto invocando le sue dimissioni.
Ma solo poco prima Ciampi aveva indicato, con le locandine, i nomi di chi aveva seccamente bocciato poche ore prima le sue linee programmatiche.
«L’ex Isochimica, la riqualificazione e il monitoraggio di tutta l’area, insieme ad un piano antismog che permetta agli avellinesi di vivere in un ambiente più sano. È quanto abbiamo inserito nelle linee programmatiche votate nel Consiglio – scrive Ciampi - Ecco chi ha votato contro». In basso, i nomi dei consiglieri additati: Livio Petitto, Stefano La Verde, Enza Ambrosone, Carmine Montanile, Lino Pericolo, Dino Preziosi, Ivo Capone, Nello Pizza, Nicola Giordano, Alberto Bilotta, Gianluca Festa, Nadia Arace, Modestino Verrengia, Luca Cipriano, Marietta Giordano, Gianluca Gaeta, Laura Nargi, Giuseppe Negrone, Leonardo Festa, Ugo Maggio». Nel manifesto, sfondo nero, ci sono pure gli astenuti: Stefano Luongo, Lazzaro Iandolo, Ines Fruncillo.
Insomma, nomi e cognomi sul social dalla pagina del sindaco. Direttamente. Carlo Sibilia ha prontamente condiviso: «Tutti - scrive - devono sapere chi ha detto no a cosa».
Il sindaco intanto aveva risposto a chi invocava le sue dimissioni spiegando di non farli per non deludere i 13,500 votanti che avevano scelto lui come sindaco. L’iniziativa social, che getterà certamente nuova benzina sul fuoco già molto alto delle polemiche, sembra andare ancora una volta in questa direzione.
Ma il profilo di Ciampi è stato prodigo di iniziative nelle scorse ore. Ha invocato in maniera diretta le dimissioni della consigliera Nadia Arace, per un posto che la stessa aveva pubblicato poco prima. Arace di Si Può aveva annotato: “Ad Avellino oggi una donna è stata presa a martellate. E il sindaco? Era impegnato a chattare su facebook”.
Manco a scriverlo che è arrivata la risposta. di Ciampi, in tempi celeri.
“LA ARACE SI DIMETTA
Quando è troppo è troppo. Siamo arrivati al ridicolo. Mi si può accusare di tutto. Di essere stupido, incapace, fascista, comunista. Ho subíto di tutto e ho accettato di tutto. Ma usare un dramma come quello della violenza sulle donne per fare politica, questo NO. Accusarmi di stare su Facebook mentre una donna viene aggredita in centro? Ma scherziamo? Ma cosa vuol dire?
Arrivare ad usare la sofferenza per attaccare il Sindaco è da balordi. Se non si presentano le dimissioni per un atto del genere, mi chiedo quando si dimetteranno persone così”.
