E psicosi acqua contaminata al Moscati tra degenti e lavoratori, ma i rilievi assicurano: non c’è allarme. Nelle ultime ore il rincorrersi di atti e comunicazioni tra Asl e Moscati, alto Calore e Comune di Avellino ha scandito l’evolversi della vicenda. Insomma, se i primi rilievi avevano parlato di una presenza lieve di batteri coliformi, in concentrazioni in misura minima superiori alla norma, nelle acque potabili dell’ospedale «Moscati» di Avellino, i secondi e terzi rilievi avrebbero rassicurato tutti con parametri nella norma. Ma al Moscati è comunque psicosi. La notizia avrebbe comunque generato ansie e paure da parte di chi lavora nell’ospedale, piuttosto di chi ne è ospite o semplice utente giornaliero.
L’ illeggibilità degli esiti del secondo rilievo ieri in Comune, dove erano stati trasmessi come da protocollo i risultati, aveva imposto ai tecnici di piazza del Popolo la richiesta di una nuova comunicazione.
E proprio la richiesta di nuova comunicazione da parte degli uffici di piazza del Popolo a firma del dirigente Marotta avrebbe fatto innescare i ragionevoli dubbi. Ora si attende l’ufficialità dagli uffici di Asl e Moscati, ma dalle prime indiscrezioni filtrate i rilievi sarebbero nella norma.
Di seguito la nota del Moscati e dell'Asl:
l’Asl Avellino e l’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati comunicano che dagli esami chimico-batteriologici effettuati lo scorso mese di settembre dagli operatori del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl in collaborazione con l’Arpac su tre prelievi di acqua potabile della Città Ospedaliera i parametri sono risultati conformi a quanto previsto dal D.Lgs. n° 31 del 02/02/2001, certificando, pertanto, l’idoneità dell’acqua al consumo umano.
E’ opportuno specificare che, in caso contrario, sarebbero immediatamente scattate le procedure previste a tutela e salvaguardia della salute dei cittadini.
La suddetta precisazione si rende necessaria al fine di tranquillizzare gli operatori, i degenti e gli utenti tutti della struttura di Contrada Amoretta
