"Vi racconto la mia triste esperienza da positivo al Covid-19"

La testimonianza di Nicolino Rossi, sindaco di Trevico

vi racconto la mia triste esperienza da positivo al covid 19

La lettera...

Trevico.  

In questi mesi ho seguito con attenzione e con paura l'evoluzione di questa pandemia. Covid 19 una bestia irriconoscibile, una bestia letale. Ognuno di noi osserva misure igieniche tali da dover rendere difficile il contagio. Per natura sono un timoroso, pertanto ho seguito pedissequamente tutte le istruzioni fornite dal mondo scientifico per evitare il contagio. Mai avrei immaginato di contagiarmi e ammalarmi, mai avrei immaginato di vivere quest'esperienza, in solitudine.

In isolamento, avere paura e vedere la paura dell'operatore sanitario che comunque non si sottraeva a fare il proprio dovere, pensare di aver contagiato i familiari, gli amici i concittadini è qualcosa di doloroso e logorante. Combattere contro il nemico senza armi é difficilissimo. Nonostante la grande paura di questi operatori sanitari ad affrontare situazioni non codificate, devo riconoscere la grande disponibilità e la grande attenzione che queste persone mi hanno dato.

Loro sono i veri guerrieri. Ringrazio per tutti la signora Olimpia infermiera del reparto di Medicina Generale, persona con una dote umana e professionale ineguagliabile. Mi corre l'obbligo anche di ringraziare due medici, che non hanno avuto paura di visitarmi, anzi lo hanno fatto quotidianamente e soprattutto mi hanno spronato a reagire. Mi riferisco al Dr. Giacomo Ferraro e al Dr. Sergio Gioia che mi hanno dato la possibilità di poter raccontare questa brutta storia. Dopo la fase critica, per non annoiarmi ho letto tanti giornali e tanti post sui vari social. Vedere che alcuni strumentalizzano questa emergenza, puntando il dito contro i Direttori Generali dell'Asl, dell'Azienda Ospedaliera e il Presidente De Luca é una cosa deplorevole e che fa ribrezzo. Le intuizioni del Presidente De Luca, antesignane, rispetto ad altri autorevoli amministratori ci hanno salvato, questo dobbiamo riconoscerlo.

Qui non si parla di politica o di visibilità ma di vita o di morte. La forza dei Direttori Generali, nonostante tentativi stupidi di ammutinamento, è stata evidente, infatti sia presso la Struttura Ospedaliera di Ariano Irpino che l'Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati é in uso il Tocilizumab, io stesso sono stato trattato con questo farmaco, e ne approfitto per ringraziare la dottoressa Mariangela Raimondo che mi ha proposto tale cura. Questo territorio, la provincia di Avellino, non è stata abbandonata, purtroppo nessuno immaginava di dover affrontare questa emergenza completamente sconosciuta al mondo scientifico. Probabilmente fino ad oggi non ho mai apprezzato il pensiero di Confucio  "Abbiamo due vite. La seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne solo una", e oggi, nella vigilia della Santa Pasqua io invito tutta la mia comunità a proteggere la nostra vita terrena  e lo possiamo fare  soltanto rispettando le disposizioni nazionali e regionali emanate a tal proposito. Il mio pensiero va anche ai familiari delle vittime di questo maledetto virus, e credo che Trevico ha pagato un prezzo altissimo, vi sono vicino dal profondo del cuore.

Ho il dovere di ringraziare il Vice Sindaco per tutto quello che sta facendo durante la mia assenza, lo stesso ringraziamento devo farlo ai consiglieri comunali del gruppo di maggioranza per aver collaborato e affrontato le problematiche che si presentavano. Ringrazio tutti i componenti del gruppo COC e del gruppo comunale di protezione civile. Devo ringraziare tutte le persone che si sono preoccupate per il mio stato di salute, grazie per la vostra vicinanza e per il vostro affetto.

La Pasqua rappresenta la resurrezione e il mio augurio a tutta la comunità è di risorgere senza la presenza di questo maledetto virus e per farlo dobbiamo restare a casa. Dobbiamo farlo per tutte le persone che hanno perso i propri cari per sempre, dobbiamo farlo per la nostra famiglia e perché la vita è un bene prezioso e dobbiamo custodirla. Godiamoci la famiglia e la casa, anche per chi vorrebbe e non può. Aiutate, infine, chi ne ha bisogno, siamo una comunità e niente può risollevare l’animo più di una speranza.  Buona Pasqua a tutti.