Report inquinamento in Procura, il ruolo del mondo associativo

I comitati: è avvenuta una sorta di svolta giudiziaria

report inquinamento in procura il ruolo del mondo associativo

Il significato dell’intervento dell’Associazione “Salviamo la Valle del Sabato” presso la Procura di Avellino

Avellino.  

 

La consegna del Report da parte dell’Associazione “Salviamo la Valle del Sabato” , in rappresentanza di una rete di soggetti operanti nell’ambito della tutela ambientale e della salute umana e di “ ISDE- Medici per l’ambiente al Procuratore della Repubblica di Avellino, rappresenta, per una serie d ragioni che cercheremo di seguito spiegare, una sorta di spartiacque nella storia dell’impegno civile per la difesa e la valorizzazione delle nostre terre d’Irpinia.

La novità non sta nel fatto che è avvenuta una sorta di svolta giudiziaria declinata all’ossessiva individuazione di colpevoli a qualunque costo ma all’istituzione, per la prima volta in Irpinia, di una sorta di correlazione tra un potere costituzionale dello Stato, quello della Magistratura, appunto, e l’operato della società civile, che di fatto crea un ponte per coprire il vuoto nel quale sono cadute le persistenti iniziative, denunce e proposte da parte di cittadini, movimenti e associazioni in questi ultimi decenni della martoriata Valle del Sabato.

Proseguendo i metodi, le tecniche e l’approccio di innovativa cultura giudiziaria impiegata nella triste vicenda della “Terra dei fuochi” nell’ambito di competenza territoriale della circoscrizione giudiziaria “Napoli Nord” , il Procuratore Airoma contribuisce a realizzare un vero e proprio salto di qualità che, in un contesto di responsabile corrispondenza da parte del mondo associativo, può di certo contribuire in modo determinante e riscrivere il ruolo e la funzionalità degli Enti e delle Istituzioni a vario titolo responsabili in termini di prevenzione, monitoraggio e perseguimento delle responsabilità.

In tal modo l’inquinamento non è più solo un grave reato ambientale ma diventa un vero crimine contro il territorio, al pari dell’infiltrazione della criminalità organizzata o al sedimentarsi del fenomeno concessivo e corruttivo nella Pubblica Amministrazione, per cui tale evoluzione richiede la riscrittura delle stesse relazioni morali e intellettuali tra popolazione, istituzioni e mondo dell’economia.

Non si diventa “Terra dei fuochi” solo perché l’indice inquinante biologico è superiore a quello del casertano o delle periferie napoletane ma soprattutto perché, al di là della diversa origine e manifestazione del fenomeno, si consegue lo stesso modello di sottosviluppo civile dove da padrone la fanno anche l’indifferenza e l’irresponsabilità diffusa .

La tempistica scelta dal dott. Franco Mazza è stata fondamentale in quanto ha saputo mettersi in sintonia con la già avviata azione di attenzione operata da parte della Procura di Avellino all’indomani della presentazione del “Rapporto SPES” che ha suggellato quello che da sempre altri negavano o sottovalutavano.

Da questa vicenda emerge con maggiore evidenza che l’asse suburbano “Ferrovia Avellino.Pianodardine.Arcella” non è solo il luogo di massima concentrazione del carico inquinante ma un vero e proprio epicentro propulsivo che genera dinamiche di contaminazione attraverso le acque sorgive e fluviali, l’aria e il suolo del territorio .

Per le caratteristiche climatiche e morfologiche nonché per le stesse dinamiche di mobilità antropica, di fatti queste vere e proprie perturbazioni nocive si espandono dalla Porta di ingresso del centro urbano della città capoluogo fino a quella dello “Stretto di Barba” .

Per questi inconfutabili elementi a parte il doveroso riscontro delle responsabilità in azioni di colpevolezza dolosa e mai seriamente perseguite fino ad oggi, l’iniziativa di concertazione risulta importante perché di fatti sancisce alcuni inderogabili princìpi: l’obbligo della bonifica e della valorizzazione dei territori inquinati interessati; la realizzazione di un’azione di monitoraggio e screening ad ampio raggio e la dichiarazione di stato di saturazione di pressione ambientale dell’intera Valle del Sabato, come si è opportunamente sottolineato sulla stampa facendo riferimento all’assurda previsione di localizzazione nel comune di Chianche del secondo biodigestore irpno e della conseguente dinamica logistica e operativa della filiera dei rifiuti. .

E su questa specifica vertenza faremo in modo che il Coordinamento “Nessuno Tocchi L’Irpinia” si faccia carico, sempre in un contesto unitario di territorialità della Valle del Sabato, senza alcun velleitario piglio emulativo ma con lo spirito costruttivo qui rappresentato, di un’iniziativa autonoma presso la stessa Procura della Repubblica di Avellino . L’ottimismo della speranza mai come in questo caso ci induce a continuare e a intensificare con fiducia le nostre battaglie di civiltà per questi territori e per l’Irpinia intera.