Non c'è pace per la clinica Malzoni di Viale Italia. Lo scorso lunedì la comunicazione fornita ai sindacati del passaggio dalla Tampor alla Lavorint, ma a quanto sembra non per tutte le 57 lavoratrici in somministrazione alla casa di cura Villa dei Platani Malzoni, che pare saranno assorbite solo in parte. Almeno secondo alcune indiscrezioni trapelate ieri dalla clinica di viale Italia. «A sorpresa oggi veniamo a sapere che per circa 12 persone questo passaggio rischierebbe di non avvenir».
In merito al possibile passaggio di incarico dalla Tempor alla Lavorint riceviamo e pubblichiamo alcune precisazioni forniteci dal legale rappresentante della Tempor, Giordani, in merito al nostro articolo pubblicato martedì.
Riceviamo e Pubblichiamo:
«Operiamo in qualità di fornitori di somministrazione con la Clinica Malzoni da ormai più di due anni. Il personale attualmente fornito alla clinica è stato da tempo da noi assunto a tempo indeterminato, anche al fine di dare una concreta risposta al contesto sociale avellinese, in termini di stabilità sociale e di tutela del personale che ha certamente inciso positivamente anche sulla qualità delle prestazioni degli stessi. In questi anni abbiamo, purtroppo, condiviso, le vicissitudini della Malzoni, facendoci carico dei continui e notevoli ritardi con i quali la Clinica (ed i suoi vertici) ha fatto fronte agli impegni economoci nei nostri confronti, continuando a garantire le attività di somministrazione ed il pagamento sia delle retribuzioni che dei contributi previdenziali. Ciò nonostante, nel gennaio di quest'anno, come tutti i fornitori (ma noi non vendiamo siringhe) siamo stati coinvolti nella procedura di concordato preventivo, rimanendo esposti per una cifra di rilevante importanta che supera il milione di euro. Su richiesta della direzione aziendale, ed accettando le loro proposte, abbiamo continuato a somministrare il personale al fine di non creare disagi all'utenza, mantenere i livelli occupazionali, sperare di ottenere, nei tempi dovuti, il rientro della nostra esposizione.
Nel mese di maggio la direzione della Clinica ci aveva chiesto di trasformare l'orario del personale da tempo parziale a tempo pieno, cosa che è stata fatta. Il 30 giugno, viceversa, la stessa Direzione ci chiedeva di ridurre nuovamente l'orario di lavoro, giustificandolo con la necessità di ridurre i costi.
Al di la della evidente contraddizione verificatasi nell'arco di due mesi, abbiamo raccolto l'adesione di tutto il personale che ha accettato di ritornare ad un orario part time. Nello stesso incontro, a seguito di altra vicenda analoga che non interessa questa sede ma che vede coinvolte altre realtà sanitarie che fanno comunque capo al gruppo cui fa riferimento la Clinica Malzoni, ci è stato garantito che non era nelle intenzioni della Direzione Aziendale individuare altra Agenzia in sostituzione della Tempor. Invece apprendiamo dagli organi di stampa "Via la Tempor, arriva la Lavorint". Intanto mi preme precisare che, come da discutibile nota della Malzoni, Tempor opererà fino alla fine di agosto.
Fra le righe dell'articolo, poi, sembrerebbe di capire che l'ingresso della Lavorint sia funzionale alla riduzione dei costi. Francamente non comprendiamo come possa un'altra Agenzia contribuire alla riduzione dei costi, atteso che gli stessi: erano già stati ridotti con il ritorno al part time che la Tempor nel mese di giugno ha fatturato per € 154.000, realizzando un margine di agenzia di 3.800€, ossia il 2,46%.
Mentre lascio a chi legge le valutazioni di merito, oggettivamente non riesco a capire come possa, qualsiasi altra Agenzia, proporre margini tali da consentire alla Malzoni di realizzare quei significativi risparmi che le necessitano per la realizzazione del piano di risanamento. A meno che non si agisca ulteriormente sugli orari di lavoro, fermo restando che anche in questa ipotesi occorrerebbe capire se sia riduzione effettiva o teorica, visto che spesso e volentieri, per ovvie necessità di servizio, si ricorre al lavoro supplementare. Il testo dell'articolo recita in apertura: Cambio di Agenzia per risparmiare da settembre, ma nessun licenziamento. Mai nessuno, e parlo della Tempor, aveva ventilato ipotesi di licenziamento, nè tanto meno era stato oggetto dell'incontro del 30 Giugno.
Ora la mia domanda è: ma la nuova agenzia provvederà ad assumere i lavoratori a tempo indeterminato salvaguardandone lo status attuale, oppure verranno assunti a termine (viloando fra l'altro precisi obblighi previsti dal CCNL dei lavoratori somministrati)? E poi; se non vengono realizzati significativi risparmi economici, e tutto il personale viene mantenuto nello stato di fatto attuale, quale è la vera ragione di sostituire la Tempor?
Redazione
