"E' solo mal di pancia", poi scopre cisti di 14 cm: in attesa per ore al Moscati

Il post di denuncia della figlia della 48enne scatena il social. Interviene la clinica Malzoni

e solo mal di pancia poi scopre cisti di 14 cm in attesa per ore al moscati

La clinica di Viale Italia diretta dal professore Carmine Malzoni ha deciso di contattare la 48enne per ricoverarla subito

Avellino.  

Il suo post di denuncia ha fatto in poche ore il giro dei social, commuovendo la comunità irpina. Sarebbe stata in attesa per ore nel pronto soccorso del Moscati di Avellino, una 48enne di Avellino finalmente accolta, dopo la denuncia sui social, dalla clinica Malzoni. I vertici della clinica di viale Italia hanno deciso di intervenire, dopo aver raccolto la disperata richiesta d'aiuto della figlia 17enne della signora, a cui era stata giorni fa diagnostica la presenza di una cisti di 14 centimetri su un ovaia ma per la quale, secondo quanto raccontato da sua figlia, non era stato predisposto il ricovero presso l'ospedale di Avellino. Ora la signora è stata accolta e curata, grazie al direttore sanitario, prof Carmine Malzoni, primario del reparto di ginecologia della nota casa di cura Villa dei Platani, della caposala della ginecologia e del personale dell’accettazione che non ha esitato a fare la sua parte.

La signora è stata sottoposta a visita dal professore Malzoni che non ha esitato a ricoverarla d’urgenza per sottoporla ai vari esami per poi procedere ad eventuale intervento chirurgico. La 48enne presentava forti dolori nella zona pelvica e per questo si era recata sabato 20 maggio all’ospedale Moscati di Avellino nel reparto di pronto soccorso, dove poi è iniziata una sequenza di attese, tra ritorni a casa, richieste di ricovero e analisi. 

Il post della figlia Viktoria che raccontava l'attesa e dolori della donna:

“Erano le 17:03 quando siamo arrivate – aveva denunciato in un post pubblico la figlia – e già all’accettazione abbiamo scontrato totale indifferenza.

“Signora ma lei per un semplice mal di pancia si reca al pronto soccorso!?” dice la ragazza dell’accettazione…senza nemmeno aver controllato cosa avesse. (mia madre che sopporta qualsiasi dolore e se va all’ospedale significa che veramente non ce la fa più).

Dunque ci mettono in sala d’attesa con il codice azzurro (non urgente), dopo 7 ore di attesa riesce ad entrare e l’unica cosa che fanno è un prelievo per poi lasciarla di nuovo in sala d’attesa su una sedia fino alle 10 del mattino… le viene diagnosticata una cisti di 10 cm sulla ovaia ma questo non li fa pensare che sarebbe il caso di ricoverarla dato che ha bisogno di un urgente intervento chirurgico. 17 ore del ca**** per farla tornare a casa e assegnarle di fare una risonanza magnetica e controlli vari per conto suo, come per dire “fate quello che volete e tornate con tutti i controlli fatti”, lei che anche per andare in bagno deve sforzarsi per i forti dolori.

E ok questa volta abbiamo ceduto e siamo tornate a casa, abbiamo passato tutta la notte in bianco in quanto lei piangeva dal dolore che le provocava questa “cisti” e lunedì ci siamo recate in una clinica per fare quello che è stato assegnato di fare per conto suo quando in realtà dovevano farlo direttamente all’ospedale. Fatti i controlli ci è stato detto che non era una semplice cisti di 10 cm m? di ben 14 cm che andava a spingere tutti gli altri organi e per questo lei non riusciva nemmeno a respirare a volte. questo ci fa pensare che i macchinari all’ospedale nemmeno funzionano bene perché hanno dato un referto errato. Una volta ricevuti tutti i referti ci siamo recati un’altra volta all’ospedale proprio oggi 23 maggio 2023 dove siamo andate direttamente nel reparto del pronto soccorso ginecologico dove le hanno fatto due semplici flebo e l’hanno tornata a mandare a casa dopo che lei ha detto che quelle flebo non le hanno aiutato per nulla. inoltre appena arrivata all’ospedale oggi, ho chiesto gentilmente a più persone del personale di darmi una sedia a rotelle in quanto mia mamma non riusciva a camminare ma mi è stato detto “signora se la deve fare per forza a piedi fino al secondo piano perché di sedie non ce ne sono libere”. Io adesso mi chiedo come è possibile che in ospedale così grande non ci siano a disposizione camere per un ricovero e nemmeno sedie per portare un paziente da un posto all’altro, mia mamma si è fatta tutto il percorso a piedi, nei corridoi lunghi che ci sono in quell’ospedale piangendo, e qualsiasi infermiere che passava non aveva nemmeno il coraggio di guardarlo in faccia.

Ora siamo di nuovo a casa e siamo solo io e mamma, io sono minorenne e non ho la minima idea di come si fa il primo soccorso ad una persona che sta male, sono quattro giorni che mia mamma sta a letto e io cerco di aiutarla in qualsiasi modo possibile mettendo a posto la casa e cucinando per farla mangiare ma questo non basta perché io sono una ragazza di 17 anni che adesso non sa come comportarsi con una mamma che ha un serio problema per il quale deve essere urgentemente operata ma l’ospedale dimostra la totale indifferenza. Non è possibile che una persona deve morire per fatti suoi in casa perchè non sia mai l’ospedale ha delle responsabilità in più.

Vorrei anche raccontare che quando siamo andati per la prima volta all’ospedale cioè venerdì, davanti miei occhi è morta una signora perché stava in sala d’attesa da mezzogiorno e verso le 11 di sera è deceduta. Quando morirà mia mamma scriverete “deceduta a causa della totale indifferenza del personale medico” oppure scrivete come fa comodo a voi “deceduta a causa COVID-19”?

Allora chiedo al sindaco di questa città, Gianluca Festa , che dice di tenerci così tanto da addirittura rifare le strade e ponti che non servono a nulla (perché come stavamo fino ad adesso potevamo stare ancora per anni) perché questi soldi non li usa per comprare qualche sedia a rotelle in più? Perché non permette il diritto di salute che tutti abbiamo? E se mia mamma dovesse morire questa notte io di diciassettenni cosa dovrei fare? Mi ospita lei signor sindaco a casa sua? Si occuperà lei della mia vita? Io non penso proprio, perché se ci fosse uno dei suoi parenti al posto di mia madre io ci posso scommettere che sarebbe il primo ad essere operato perché giustamente è un parente del sindaco invece noi comuni mortali cosa dobbiamo fare?

Ho deciso di raccontarlo è vi prego di ricondividere perché così spero che arrivi a più persone possibili perché più ci stiamo zitti e più persone muoiono solo per colpa dell’indifferenza”. Questo post, come detto, ha fatto si che la clinica Malzoni, venuta a conoscenza della vicenda, chiedesse a Victoria di portare la madre presso la casa di cura per poterla visitare ed intervenire nel caso. Durante la sequenza di visite vissute al Moscati dalla signora, quando è arrivata nel pronto soccorso di ostetricia e ginecologia, in codice azzurro, è stata subito visitata e poi dimessa. È stata poi contattata dal reparto e le è stato comunicato che il 5 giugno sarebbe stata operata al Moscati.