Da 15 anni è precario nella scuola, docente, in una classe di insegnamento guadagnata con fatica con l’ultimo concorso di categoria nella Regione Lazio nel 1999 nella classe A58 in scienze agrarie. E' diventerà di ruolo sabato, con contratto a tempo indeterminato, non appena avrà accettato, Roma zona Vaticano, 300 chilometri da casa. È la provincia arrivata di destinazione secondo il piano di assunzione straordinario voluto con la legge 107: la cosiddetta riforma della Buona scuola. Gerardo Martiniello, 45 anni di Calore di Mirabella, ha ottenuto una supplenza annuale in una scuola vicina, che gli ha permesso, per lo meno, di congelare la sua situazione fino a giugno 2016. «Altrimenti, avrei dovuto lasciare tutto e partire». Come lui, sono diverse centinaia i docenti precari irpini, campani, italiani, soprattutto del Sud costretti a fare valigia e, dopo sette, otto, dieci anni di precariato, viaggiare con destinazioni che vanno da Roma in su. «Quasi quasi era meglio restare precario spiega -» . Gerardo ha una moglie di due figli piccoli. Un lungo peregrinare il suo per gli istituti professionali in Irpinia. Durato anni e anni. «Sono stato un prof ad Ariano al De Gruttola, al Bruno, al De Sanctis e al D’Agostino, piuttosto che al Fermi». Pochi giorni fa l'amara sopresa. Gerardo di fatto, dovrebbe andare a Roma dal prossimo anno e su una classe di insegnamento che non è la sua. Insomma, dramma nel dramma. Insomma, Gerardo si è trovato catapultato su una nuova classe di insegnamento che, tra l’altro, in Irpinia non c’è più. «Una categoria che qui non esiste e rischio di non tornare mai più a casa».
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Simonetta Ieppariello
