Bilancio ok ma la maggioranza scricchiola, spaccatura nel Pd

L'annuncio a sorpresa della consigliera Medugno e l'invito al sindaco Foti di maggior condivisione

Avellino.  

Era stata annunciata come una seduta fiume e così è stato. Il consiglio comunale ha approvato il bilancio previsionale a maggioranza (quella presente in aula) alle 3.07 di questa mattina. A ritardare l'avvio dei lavori l'assenza del segretario generale bloccato in autostrada da un incidente e giunto in aula solo alle 21. Poi la presentazione delle 13 pregiudiziali del capogruppo di opposizione Dino Preziosi che in un paio di circostanze hanno raccolto, oltre a quelli della minoranza, anche i voti favorevoli di Gerardo Melillo e Geppino Giacobbe. Entrambi anche astenutisi su alcuni dei rilievi mossi dal riferimento de "La Svolta inizia da te". Poi, finalmente, l'analisi del documento di programmazione economica e finanziaria.

"Il Comune di Avellino non è un ente strutturalmente deficitario". Parola dell'assessore al Bilancio Filomena Lazazzera. Il neo delegato al ramo (nominata a fine luglio) lo ha dichiarato subito, senza tentennamenti, in avvio della relazione letta in aula dopo le 23 e illustrata per circa un'ora, sottolineando, però, che non si trattava del suo bilancio. A seguire una disamina sui conti e sulle misure da realizzare per mettere definitivamente i conti al sicuro. Non prima di una precisazione: il recupero dell'evasione calcolato in circa 5 milioni di euro è da considerarsi un'entrata eccezionale e quindi non può essere utilizzata per finanziare le spese ordinarie, e per questo non può essere impegnata. Dunque l'indicazione è quella di sopperire ai debiti fuori bilancio tagliando le spese. "Non con tagli lineari ma attraverso un piano di contenimento delle spese strutturali. Un'azione da svolgere in sinergia con tutti i dirigenti e gli assessori. Oltre a ricorrere su più fronti utilizzando maggiormente le centrali di committenza per contratti e acquisti. Mentre sui residui attivi che appaiono consistenti è necessario verificare i crediti e recuperare le somme...".

Altra questione sollevata è stata quella dei tempi medi di pagamento, finora troppo elevati. "Bisogna stare nei 60 giorni - ha continuato l'assessore - per sbloccare le assunzioni". E, infine, un cenno sul piano di razionalizzazione delle società partecipate, sulle quali ha promesso di chiedere personalmente un consiglio ad hoc per esaminarle una ad una. Una serie di punti, dunque, quelli messi sul tavolo da Lazazzera sui quali intervenire immediatamente. E, infatti, proprio il sindaco Paolo Foti, che ha definito il documento come «un bilancio di verità e non politico» ha già annunciato robusti correttivi: «Nelle prossime settimane ci sarà una pesante riverniciata alla programmazione per apportare delle mega modifiche che ora non era possibile fare... Ma voglio ribadirlo ancora una volta: non siamo noi l'origine di tutti i mali di questo Comune, ci siamo trovati ad operare in una situazione di emergenza, a scavare tra le macerie...».

La prima ad intervenire nel merito, facendo però una digressione sostanzialmente tutta politica e di tenore diverso rispetto all'argomento specifico è stata la consigliera di maggioranza Francesca Medugno che, a nome di una non ben precisata componente del Pd (che non è di certo quella che fa capo ad Ida Grella), è arrivata a "minacciare" la nascita di un gruppo autonomo se sindaco e giunta non cominceranno ad ascoltare chi è assente ciclicamente: «Se non ci sarà la giusta condivisione e non si analizzeranno i perché dei malumori tra i consiglieri di maggioranza non è da escludere che possa nascere un gruppo autonomo all'interno del Partito Democratico e di questa maggioranza».

A seguire, nel corso del dibattito, sono venuti fuori almeno altri due membri di questa cosiddetta "componente" che in qualche modo ha preso le distanze dal sindaco e ha dichiarato di votare il bilancio solo per senso di responsabilità. Si tratta di Massimiliano Miro (Democratici per Avellino) e Salvatore Cucciniello. Quest'ultimo vice capogruppo del Pd in consiglio.

Dunque, Foti e la sua amministrazione, nonostante abbiano superato questo enorme scoglio del previsionale, non sono passati del tutto indenni da questa sessione consiliare. E ora si ritrovano una maggioranza quanto mai divisa in gruppi e correnti. Alle assenze di Festa, Genovese, Negrone, Di Iorio e Poppa, infatti, ora alla periodica conta per misurare il sostegno bisognerà aggiungere anche i malumori di Giacobbe, il passo indietro di Melillo che ha lasciato i lavori intorno alle 22 e la rappresentazione palese di una posizione critica da parte di Cucciniello, Miro e Medugno. Peggio di così...

Alessandro Calabrese