«L'arte non va distrutta e soprattutto va rispettata. Negarla, cancellarla, distruggerla offende tutti noi». Queste le parole il maestro Ettore De Conciliis nella cerimonia di celebrazione dei 50 anni di vita del murales della Pace della chiesa di Borgo Ferrovia. Un riferimento dovuto quello al caso dell'opera di Carlos Atoche vandalizzata e coperta a pochi giorni dalla sua creazione. Indignazione, tanta indignazione da parte dei detrattori per tema e soggetto, e da chi difende l'arte, la sua espressione il libero modo di vederla, farla e interpretarla. Il maestro De Conciliis ricorda le contestazioni avvenute 50 anni fa, per la realizzazione di murales in contesti religiosi e lancia un messaggio di solidarietà e incitamento all'artista Carlos Atoche della Madonna del Madrillo: «dobbiamo sempre fare, continuare a fare ciò in cui crediamo». Indignati tanti cittadini e artisti. «L'opera era autorizzata - spiega Fabio Pirone designer -. E nonostante questo particolare non certo trascurabile qualcuno si è armato di vernice e spatole e l'ha coperta. Un fatto a dir poco grave che mortifica una comunità intera».
Dal canto suo Emiliano Stella rimarca come la cancellazione di quel murales sia contestuale ad un certo modo di guardare le cose, l'arte, i simboli. «Chi ha coperto quell'opera ha visto il peccato, che non c'è. Ci sono tante donne con animali da compagnia in migliaia di opere, la Madonna con l'Ermellino solo per citarne una. Dietro questa cancellazione c'è tanta ignoranza. La Madonna nella storia dell'arte poteva significare anche semplicemente Mia Domina, mia Signora senza alcun significato religioso recondito.
Trovo assurdo quanto accaduto».
Simonetta Ieppariello
