Avellino in marcia per gli uomini scalzi

Domani manifestazione al corso. Aderisce anche l'associazione Tribunale per i diritti cittadino

Avellino.  

Si terrà domani (11 Settembre) al corso di Avellino, "La marcia degli uomini scalzi". Sono in tanti ad aderire all'iniziativa, in favore dei migranti, che coinvolge numerose città italiane. Tra gli altri anche l'Associazione Tribunale per i Diritti del Cittadino e Rita Nicastro comunicano la loro adesione alla manifestazione promossa dal direttore del Quotidiano del Sud Gianni Festa e dal professore Franco Festa.

«Stiamo vivendo – si legge nella nota che lo annuncia - un periodo storico durante il quale stanno avvenendo eventi di portata epocale, sia a livello di sconvolgimento ambientale ma, soprattutto a livello sociale si stanno registrando situazioni che non è più possibile ignorare. Migliaia di migranti che si spostano dall'Africa e dal Medio Oriente verso il nostro continente, ci fanno capire che la Storia sta bussando alla nostra porta per presentarci il conto - durissimo e salatissimo - dei soprusi che le grandi potenze Europee hanno perpetrato ai danni dei Popoli Africani e Orientali e del Sud America, a partire dal Cinquecento.

Questo Popolo di Migranti disperato, formato da uomini - donne e bambini - che vedono nell'Europa la loro Terra Promessa, trovano qui da noi solo morte, odio, rifiuto e disprezzo... Ma, per fortuna, come dimostrano i recenti sbarchi in Austria e la recente "illuminazione mistica" della Merkel. Le cose possono cambiare e dipende solo da noi cittadini responsabili rendere meno tremenda questa loro fuga. Queste persone sono le stesse che un secolo fa lasciavano la nostra terra Italiana, tra loro tantissimi Irpini, che sbarcavano in America - Brasile - Svizzera o andavano a morire nelle miniere del Belgio o finivano a essere emarginati in Svizzera».

Quindi l'invito a partecipare: «Sentirci tutti migranti è un dovere per tutti noi, non solo il piccolo bimbo morto sulla spiaggia, ma, i migliaia di corpi sepolti nel mare nostrum, urlano la loro richiesta di giustizia, rispetto e ci chiedono di ritrovare la nostra umanità. Il nostro invito, unito a quello di tanti altri, è che domani in tanti possiamo marciare per affermare che non debbano mai più esistere uomini o donne che sono stati trasformati dalle ingiustizie della stori in "dannati dalla terra».

 

redazione