Esami e test clinici: code e caos negli ospedali

I sindaci e le associazioni in rivolta: così si nega l'assistenza in Campania

Esami del sangue, tac, pet e risonanze magnetiche. Tutti esami che con lo stop alle convenzioni per i centri privati per lo sformante del tetto di spesa per quest'anno vanno eseguiti in ospedali e centro pubblici. Risultato? Ospedali pieni come un uovo tra caos e code. L’esaurimento dei tetti di spesa è una maledizioni. Per tutti. Malati e non.

E così partono da Napoli appelli al ministro della Salute. Si invoca un tavolo col Governo per una deroga. Si contano i giorni aspettando gennaio, quando si potrà di nuovo contare sulla sanità accreditata. Ma quando, forse, sarà troppo tardi per fermare un cancro. Lo dicono i referenti del sindacato (il segretario regionale della funzione pubblica della Cgil, Alfredo Garzi e Lina Lucci, segretario generale della Cisl Campania), gli imprenditori dell’ospedalità privata (il presidente dell’Aiop, Sergio Crispino), le associazioni per i diritti dell’ammalato. 

Ieri sono partite le ultime due lettere per il ministro Lorenzin. Insomma, la questione resta la stessa: ogni anno si esaurisce il badget e i problemi per malati e famiglie restano gli stessi, contro cui scontrarsi giorno dopo giorno. Si parla anche di malati gravi. Si parla di migliaia di famiglie che rischiano di non eseguire i loro test e accertamenti per i soldi pubblici che non possono garantire questo tipo di indagini. 

Intanto i malati sperano e sindacati e referenti di categoria scrivono al ministro Lorenzin. 

Redazione