L'assessore in fuga, il computer sparito e il conto che la realtà poi presenta

Come ignorare 5mila firme perché la politica ora è fatta di promesse e di post sui social

Ieri, presso la Stazione della Ferrovia (spoglie linde e pinte come un cadavere ben tenuto) qualcuno ha tentato di aprire uno spiraglio, parlando di mobilità, di strutture, di possibilità

Avellino.  

L'esilarante capoverso della Procura, riguardo l'assessore comunale che “si rifugia nella stanza del sindaco” per sfuggire ai propri ...elettori, non è la foto di questa città. Così come non rappresenta Avellino il fermo immagine del TG1 su Gianluca Festa che porta via il computer dal suo ufficio. Noi siamo meglio e non è colpa nostra se ci disegnano così male.

È che a furia di raccontare la politica a colpi di 6X3 e di post sui social, molti si sono convinti che la realtà possa essere liquidata con la fretta di uno slogan immaginato da impresentabili apologeti a pagamento. La vita sarà meno furba e meno veloce, ma alla fine il conto te lo presenta. E quei due che “chiedono ragioni” in Comune della promessa di lavoro mancata sono come straccivendoli chiamati a far pulizia di memoria e di realtà. La politica è questa? C'è una folla di nani che si accalca per farcelo credere. Miserabili ma non nobili come quelli di Victor Hugò.

Un politico dovrebbe avere visioni, almeno programmi. Ieri, presso la Stazione della Ferrovia (spoglie linde e pinte come un cadavere ben tenuto) qualcuno ha tentato di aprire uno spiraglio, parlando di mobilità, di strutture, di possibilità. Quando vedrete le notule riguardanti le altisonanti riunioni di interpartitici, campi larghi e roba simile, tenete a mente la quota di verità: di lorsignori non ce n'era nemmeno uno. E non per ritrosia contro la Ferrovia, argomento ostico già lungo 17 anni. È proprio per incapacità. Sarebbe lo stesso se venissero sollecitati a parlare di Fenestrelle, dell'Avellino delle fontane e dei mulini, ma anche delle strutture abbandonate, come il mausoleo dell'ex ospedale Moscati, una città nella città, tenuta lì, inutile, come un cadavere tra l'altro mal conservato.

È perché tutti fanno politica facendo promesse, senza studiare, senza dossier. Un minuto e 30 secondi sui social, un sorrisetto fesso e un colpo di rossetto alla Jessica Rabbit. Cinquemila firme raccolte perché il dossier Ferrovia torni nell'agenda della politica, grazie alla passione di Claudio Petrozzelli, non finiranno inutili. Come detto, la realtà è lenta e meno furba ma il conto lo presenta sempre.