Sequestrati centinaia di farmaci nel casolare abbandonato|FOTO

Aquilonia. Si indaga per risalire all'origine dei farmaci. Ora sequestrati.

Tutto è nato dalla segnalazione di un cittadino. Aveva visto dei ragazzi intrufolarsi in quella struttura abbandonata. Poi la scoperta dei carabinieri: centinaia di farmaci gettati alla rinfusa.

Aquilonia.  

 

di Andrea Fantucchio 

Lui ha denunciato la presenza di quei ragazzi nel casolare abbandonato: ma mai avrebbe potuto immaginare cosa i militari avrebbero trovato lì dentro. Centinaia di farmaci accatastati in quella struttura che si trova a due passi da case e locali. L'operazione ha avuto come teatro Aquilonia ed è nata, come anticipato, dalla segnalazione di un cittadino (A fine articolo le foto del sequestro). 

Il residente ha visto degli adolescenti entrare più volte in una delle scatole vuote più note della città. Preoccupato per l'incolumità dei ragazzi ha così chiamato i carabinieri. La telefonata, giunta alla centrale operativa, è stata destinata alla stazione di competenza. 

Così sul posto sono intervenuti carabinieri delle stazioni forestali di Lacedonia e Aquilonia. Durante l'ispezione i militari hanno rinvenuto nell'edificio centinaia di farmaci di diverso tipo. Erano gettati alla rinfusa sul pavimento e in alcuni scatoloni maldestramente celati. Medicinali di ogni marca, molti dei quali scaduti. Decine di campioni gratuiti non utilizzabili per la vendita.

Il materiale è stato posto sotto sequestro. Ora gli investigatori sono a lavoro per ricostruire la provenienza dei farmaci. Si indaga in più direzioni. Potrebbe trattarsi di un deposito nascosto di qualche privato che rivendeva le medicine sottobanco: ma la presenza dei campioni gratuiti farebbe escludere questa ipotesi. O, magari, era un luogo dove qualcuno accatastava i farmaci che dovevano poi essere smaltiti. Da chi e perché questo toccherà agli investigatori scoprirlo. Al momento non ci sono indagati e gli inquirenti mantengono, comprensibilmente, il massimo riservo.

La notizia ha  avuto notevole eco in primo luogo per la singolarità della scoperta. Il comando provinciale, diretto dal colonnello Massimo Cagnazzo, ha lodato il comportamento dell'uomo che ha sporto denuncia. E ne ha approfittato per ricordare il valore aggiunto che proprio la collaborazione dei cittadini con le forze dell'ordine rappresenta.