Decine di truffe ai danni di anziani: a processo la banda

Contestate decine di truffe fra Avellino, l'hinterland e Napoli. Nove rinviati a giudizio.

Nove persone rinviate a giudizio dal gup, Vincenzo Landolfi. Prosciolto un imputato. L'indagine parte nel 2014. Decine gli episodi contestati. Gli imputati si sarebbero spacciati per i corrieri di note aziende di consegna merci.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Dovranno comparire in aula il prossimo 11 giugno i nove imputati accusati di aver costituito un'associazione a delinquere finalizzata alle truffe ai danni di anziani. E' la decisione del gup Vincenzo Landolfi, che ha prosciolto invece il 53enne di Avellino, M.S., difeso dall'avvocato Claudio Frongillo.

Come è nata l'udienza 

L'udienza preliminare scaturisce da un'indagine che risale al 2014. Nel mirino del sostituto procuratore Teresa Venezia sono finite undici persone (una è poi deceduta) ritenute responsabili di una quarantina di truffe fra Avellino, Atripalda, Santo Stefano del Sole, Solofra e Napoli.

Per l'accusa gli imputati si sarebbero spacciati per corrieri di note aziende specializzate nella consegna dei pacchi. In un'occasione uno di loro avrebbe contattato la vittima, un'anziana di Atripalda, dicendo di essere il nipote e spiegando che lui aveva bisogno di 800 euro per acquistare un computer. Aveva annunciato che di lì a poco si sarebbe presentato a casa un corriere per consegnare l'apparecchio.

Poi un'altra imputata avrebbe telefonato alla signora presentandosi come rappresentante di una nota ditta di consegna merce. E facendosi riferire l'indirizzo e altre indicazioni per individuare il suo appartamento, presso il quale si sarebbe poi presentato un terzo complice per riscuotere la somma richiesta.

Nell'udienza di giugno gli imputati, rappresentati fra gli altri dagli avvocati Fabio Segreti e Carla Maruzzelli, compariranno di fronte al collegio giudicante presieduto da Luigi Buono. E lì avranno l'occasione, grazie all'escussione di testi, di dimostrare l'insussistenza delle accuse. La difesa delle persone offese è affidata, fra gli altri, all'avvocato Ennio Napolillo. 

Il proscioglimento

M.S. era accusato di aver collaborato con la presunta associazione a delinquere affittando un appartamento. La difesa ha dimostrato invece l'estraneità ai fatti dell'imputato, presentando il contratto di locazione, regolarmente registrato all'agenzia delle entrate, e la comunicazione fatta alla Questura della cessione dell'immobile. Inoltre è stato dimostrato come non ci fossero collegamenti fra il 53enne e gli altri imputati, eccetto il contratto d'affitto stipulato.