di Andrea Fantucchio
L'accusa di oltraggio a pubblico ufficiale per l'inviato di Striscia la Notizia, Luca Abete, quella di minacce aggravate per un vicequestore e quella di falsità ideologica per un funzionario di pari livello, entrambi in servizio presso la Questura Avellino. La Procura ha chiuso le indagini per i fatti relativi al 14 ottobre 2016, quando l'inviato di Striscia la Notizia, durante la visita all'allora Ministra della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, era stato fermato dagli agenti di polizia.
Come sono nate le indagini della Procura
Dopo aver insistito per consegnare la sua pigna si scatenava un parapiglia. Con il giornalista veniva strattonato e allontanato con la forza dai poliziotti. Abete aveva dichiarato di aver ricevuto anche uno schiaffo prima di essere portato in Questura dove, come mostrato dalle telecamere di Striscia la Notizia, sarebbe stato nuovamente insultato. Di qui l'accusa per uno dei due funzionari degli uffici via Palatucci. L'altro vicequestore è accusato di aver reso false dichiarazioni sull'accaduto.
Decisivi si sarebbero rivelate le immagini delle telecamere
Le indagini sono state affidate al sostituto procuratore, Antonella Salvatore. Gli investigatori hanno fatto esaminare le immagini raccolte nel momento dei fatti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti Abete non si sarebbe fermato alla richiesta degli agenti di non avvicinarsi al ministro. Uno dei due funzionari della Questura avrebbero minacciato per più volte l'inviato di Striscia la Notizia, insultando anche i suoi cameraman. Ora gli indagati, affiancati dai loro avvocati fra i quali Nello Pizza e Salvatore Pino, avranno venti giorni per presentare memorie difensive o richiedere di essere interrogati dal pubblico Ministero. Poi toccherà alla Procura decidere se richiedere il rinvio a giudizio.
