Prostituzione minorile Avellino: l'87enne sceglie l'abbreviato

Udienza fissata al 23 aprile e nasce dalla questione sollevata dalla difesa di due ragazze.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Ha scelto il rito abbreviato, M.L., 87enne di Lapio finito al centro di un’inchiesta su un presunto giro di prostituzione minorile ad Avellino. Il gip di Napoli, Isabella Iaselli, ha fissato l’udienza il 23 aprile quando l'imputato dovrà affrontare un altro rito abbreviato nato dalla stessa indagine: i due provvedimenti potrebbero perciò ricongiungersi.

Come è nata quest'udienza

Quest’udienza nasce infatti da un errore procedurale della Procura di Napoli che non aveva inserito – nel decreto di giudizio – un capo di imputazione riferito a due delle ragazze che con le loro denunce hanno fatto scattare l’indagine. Una questione sollevata dalla difesa delle giovani, rappresentata dall’avvocato Paola Forcione. Era stata così disposta un’udienza preliminare per il 29 maggio, poi la difesa di M.L., affidata agli avvocati Giovanni Iacobelli e Generoso Pagliarulo, ha scelto l’abbreviato.

L'inchiesta dei carabinieri 

La vicenda giudiziaria nasce da un’indagine condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Avellino, agli ordini del comandante Quintino Russo, coordinati dalla Procura napoletana: la “prostituzione minorile” è infatti un reato distrettuale. Dopo la denuncia di alcune ragazzine sono iniziate le attività di intercettazione. I carabinieri hanno piazzato i microfoni in un circolo di via Vasto ad Avellino. E così hanno ricostruito i presunti incontri, a sfondo sessuale, che avvenivano in una stanza del locale. Erano finiti in manette il titolare del circolo e altri due uomini fra i quali proprio M.L. Sette le denuncianti, un fascicolo di indagine da centinaia di pagine. La scelta delle difese di avvalersi dei riti alternativi: il titolare de "L'incontro", rappresentato dagli avvocati Ennio Napolillo e Claudio Frongillo, ha scelto l'abbreviato come M.L., il terzo imputato, affiancato dall'avvocato Gaetano Manzi, ha patteggiato a due anni con pena sospesa. La difesa delle parti offese è rappresentata, fra gli altri, dagli avvocati Paola Forcione, Fabio Tulimiero, Michele Scibelli e Giovanni D'Ercole.