di Andrea Fantucchio
Tentato sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso: sono cinque gli arresti eseguiti dai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, agli ordini del capitano Quintino Russo, su disposizione della antimafia napoletana, diretta dal Procuratore Giuseppe Borrelli. A finire in manette cinque irpini, tutti residenti fra il capoluogo, Atripalda e Ospedaletto. Due degli indagati sono finiti in carcere, gli altri tre ai domiciliari. Nell’inchiesta della Dda figurano anche altri due indagati per i quali non sono state ritenute sussistenti le esigenze cautelari.
Come è nata l'indagine
Tutto è nato da un furto di quindicimila euro compiuto da un ventenne. Lavorava in un parcheggio gestito dai due indagati finiti in carcere. Il giovane ha fatto perdere le sue tracce: destinazione Roma. La cifra, secondo gli investigatori, era in parte detenuta regolarmente e in parte proveniente da attività illecite. Ipotesi, quest'ultima, smentita dalla difesa condotta fra gli agli altri dagli avvocati Gaetano Aufiero e Carmine Danna.
Sarebbero seguite - secondo l'accusa - diverse intimidazioni compiute dagli indagati ai danni di amici e parenti della vittima. Avrebbero preso di mira anche la compagna ottenendo la sua password facebook del giovane. La donna ha denunciato tutto ai carabinieri e così è scattata l’indagine. Decine e decine di intercettazioni telefoniche che hanno messo gli investigatori sulla pista giusta. I carabinieri hanno così rintracciato e fatto allontanare “l’obiettivo” dei presunti sequestratori. Intanto gli indagati si sono affidati anche a un investigatore privato che avrebbe in un primo tempo accettato l’incarico per poi tirarsi indietro. Un contrattempo che non ha fermato il presunto gruppo criminale: la caccia all'uomo è partita a inizio marzo ed è continuata fino a che sono scattati gli arresti. L’investigatore non figura fra gli indagati.
Nel corso dell’operazione, su disposizione del comandante provinciale il colonnello Massimo Cagnazzo, hanno preso parte oltre 50 militari. Affiancati dalle unità cinofile del Nucleo Carabinieri di Sarno ed un velivolo A109 Nexus del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano.
Ora si va verso gli interrogatori
Questa mattina, così, sono state eseguite le misure cautelari richieste dalla Procura e firmate dal gip. In città non è passato inosservato l’elicottero dei carabinieri che ha sorvolato Avellino e l’hinterland. L’indagine continua, non si esclude infatti che potrebbero esserci altri complici. Nelle prossime ore i sospettati arrestati saranno interrogati dal gip, Maurizio Conte.
