di Andrea Fantucchio
Torna dinanzi alla Corte dei Conti il caso del teatro Gesualdo. Questa mattina è stato celebrato il giudizio di conto a carico di Dario Bavaro, l’ex direttore del teatro Carlo Gesualdo di Avellino. Nei confronti dell’imputato è ipotizzata una distrazione di fondi di oltre 100mila euro che sarebbe stata compiuta quando ricopriva la sua posizione all’interno dell’organigramma del teatro.
Le eccezioni sollevate dalla difesa di Bavaro
La decisione del giudice è slittata per le eccezioni sollevate dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Donato Pennetta. In aula il difensore ha messo in dubbio il ruolo di agente contabile ricoperto da Bavaro. Una carica mai formalizzata secondo la difesa, che ha poi puntato l’attenzione sul rendiconto inviato alla Procura Regionale dal Comune di Avellino. Documento per il quale mancherebbe una formale approvazione.
Inoltre Pennetta ha chiesto un termine per controdedurre sulla documentazione inviata dal Comune di Avellino tre giorni fa.
La consulenza è stata acquisita
Intanto è stata acquisita la consulenza di parte, stilata dagli esperti della “Price Waterhouse Coopers”, che smentirebbe l’accusa di una distrazione di fondi pubblici di 115.358,09 euro. Nella relazione è stata ricostruita la contabilità de teatro in dettaglio, evidenziando che gli unici errori sarebbero formali e procedurali. Di fatto nulla avrebbero a che vedere con il reato ipotizzato. I consulenti hanno "passato al setaccio" ogni entrata e uscita inerenti le attività del Gesualdo nel periodo contestato dall'accusa.
L'indagine della Corte dei Conti, coordinata dal pm Marco Catalano, era coincisa con l’abbandono del vecchio consiglio di amministrazione del teatro, guidato da Luca Cipriano. Erano poi seguite settimane di "passione" per i lavoratori esterni del teatro a causa di spettanze non saldate.
