di Andrea Fantucchio
“L’altezza dell’edificio era coerente con quella imposta dalla norma”, l’architetto Arturo Petracca è stato ascoltato questa mattina nel processo per abusi edilizi, per i quali è imputato, nato in seguito al sequestro di palazzo Iandolo, eseguito nel 2015, edificio che costeggia la rampa di Santa Maria delle Grazie ad Avellino. Oltre a Petracca sono altre nove le persone finite a processo, fra le quali figurano alcuni dirigenti del comune di Avellino.
L’accusa contesta una volumetria superiore a quella incaricata e un presunto mancato rispetto del vincolo paesaggistico per la vicinanza al Rio San Francesco. Accuse smentite dall’imputato che, grazie all’ausilio di un plastico, ha descritto lo stato originario dei luoghi. E chiarito come il palazzo non violasse alcuna normativa.
Si torna in aula il 12 giugno. La difesa degli imputati è affidata, fra gli altri, agli avvocati Luigi Petrillo, Concetta Mari, Massimo Preziosi, Nello Pizza, Carmine Danna e Giovanni Castelluccio. Nell'udienza predibattimentale aveva affiancato l'avvocato Preziosi, il legale Federico Acone, che fra i primi aveva fatto riferimento a una presunta incostituzionalità del vincolo paesaggistico.
