“Non c'è stata nessuna imboscata. Anzi, è stato lui che ha tentato di aggredirmi. Vedendomi in difficoltà un mio parente è intervenuto per difendermi e ne è nata una colluttazione nella quale lui ha avuto la peggio”. E' quanto dichiara la vicina del 47enne di Nusco finito in ospedale al termine di una lite, su cui ora dovranno essere i carabinieri di Nusco a fare piena luce. Lei, la donna originaria del napoletano che ha avviato un'azienda agricola in alta Irpinia, racconta tutta un'altra storia fatta di minacce e atti di prevaricazione che sarebbero stati compiuti per mesi dal 47enne accusato anche di una violenta aggressione nei confronti della donna. Episodio avvenuto il 30 dicembre scorso. “In quell'occasione – ricorda – fui io a finire in ospedale con una prognosi di trenta giorni. Non si fermò nemmeno davanti alla presenza di mia figlia minorenne che ora, scioccata da quelle scene di brutale violenza, è costretta a essere seguita da uno psicologo dell'Asl a Montella”. Le liti tra vicini in questa zona di Nusco vanno avanti da un anno e mezzo, i carabinieri ne sono a conoscenza e indagano anche su anomali furti di legna che sono stati segnalati negli ultimi tempi. La donna si è rivolta anche a un centro anti-violenza per veri e propri atti persecutori che sarebbero stati compiuti nei suoi confronti. “Nessuno ha mai negato il diritto di passaggio a questo signore, ma ci sono delle regole che vanno rispettate. Abusi che forse venivano commessi nel passato ora non sono più consentiti. E questo credo che dia fastidio”.
Il caso rischia di finire in tribunale. Anche perché si raccontano verità contrapposte che mettono in difficoltà anche gli inquirenti. Fatto sta che i carabinieri della stazione di Nusco seguono con attenzione quanto avviene in questa zona del paese per scongiurare ulteriori episodi di violenza.
