di Andrea Fantucchio
Un processo che era nato con 58 arresti nel 2011 e che si è chiuso dopo sette anni con diciannove prescrizioni e una condanna. Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Luigi Buono a latere Paolo Cassano e Giulio Argenio, ha stabilito sette anni di reclusione, a fronte dei due chiesti dal pubblico ministero, per il 57enne Vincenzo Scognamiglio accusato di estorsione aggravata (prosciolto per gli altri capi) e ha dichiarato il non luogo a procedere per gli altri imputati per l'intervenuta prescrizione dei reati di rapina e truffa.
Le indagini erano state condotte dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli e miravano a scoperchiare presunti interessi economici del clan Genovese e del Clan Cava sul territorio irpino. Per l'accusa gli imputati avrebbero imposto a baristi e commercianti avellinesi l'uso di particolari marche di caffè e di slot machine, facendo leva sull'affiliazione ai clan.
Un'inchiesta imponente, racchiusa in un fascicolo di oltre seicento pagine, che si era poi sgretolata anche alla luce di dichiarazioni di pentiti che si erano rivelate inattendibili. E tante controversie erano state sollevate in aula dai difensori fra i quali Gaetano Aufiero, Raffaele Bizzarro, Marino Capone, Nello Pizza, Costantino Sabatino e Alberico Villani. Così la maggioranza degli indagati era stata prosciolta e per molti degli altri era stato lo stesso pubblico ministero, Liana Esposito, a chiedere l'archiviazione. Per tutti era caduta l'iniziale aggravante del metodo mafioso.
Oggi in aula il sostituto procuratore dell'antimafia napoletana, Henry John Woodcock, ha deciso di non replicare nella requisitoria che la scorsa udienza era stata condotta proprio dalla Rossi. Dopo due ore di camera di consiglio è arrivata la decisione dei giudici. Una sentenza per certi versi attesa, anche alla luce dei tempi del processo, e che ha sorpreso per l'unica condanna stabilita dai magistrati. Per conoscerne i motivi bisognerà attendere novanta giorni. Poi la difesa, rappresentata dall'avvocato Teodoro Reppucci, la impugnerà in Appello.
