Concussione, chiesti 3 anni: assolto funzionario della Regione

E' stato assolto il dirigente irpino, ora in pensione, che lavorava a Palazzo Santa Lucia.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Un'accusa di concussione che si è risolta con un'assoluzione piena, nonostante la richiesta di tre anni formulata dal pubblico ministero, Cecilia De Angelis. La decisione del gup Vincenzo Landolfi per A.F., funzionario regionale irpino ora in pensione che aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. 

Il processo era scaturito dalla denuncia di due dipendenti di una ditta di pulizia che lavorava per Palazzo Santa Lucia. Avevano raccontato di come l'imputato – dal 2010 al 2014 – avesse chiesto loro di svolgere dei lavori nella sua abitazione minacciandoli di licenziamento o trasferimento. Una querela che avevano in un primo tempo portato dinanzi al Tribunale di lavoro, aggiungendo di essere stati realmente stati trasferiti nel 2014. Non c'era stato alcun seguito. La stessa denuncia era stata poi recapitata in Procura: così era scattata l'indagine per il reato di concussione.

Gli inquirenti avevano eseguito una serie di accertamenti e poi richiesto il rinvio a giudizio per l'imputato. La difesa, condotta dall'avvocato Massimo Preziosi, aveva scelto il rito abbreviato convinta di poter dimostrare l'insussistenza dell'accusa risparmiando il rito ordinario all'imputato. Durante l'udienza camerale il difensore ha smontato l'assunto della Procura dimostrando come non vi fosse stata alcuna minaccia da parte dell'imputato: anzi, le parti offese e il dirigente si frequentavano anche al di fuori dell'orario di lavoro, insomma si trattava di un rapporto di amicizia oltre che professionale. Inoltre è stato dimostrato come il trasferimento dei due era stato dovuto a comportamenti sconvenienti e inadempienze sul lavoro, accuratamente documentato. La difesa ha poi chiarito come gli sms presentati dalle due parti offese non rappresentassero elementi tali da poter provare l'accusa oltre ogni ragionevole dubbio.