Scontri a Mondragone: scarcerato Tyson

Il ghanese, difeso dall'avvocato Rolando Iorio, era detenuto a Bellizzi Irpino

Avellino.  

Sguardo fiero ed impenetrabile, fisico imponente, è lui, John Amoako Poku, detto Tyson, il ventisettenne ghanese, capo indiscusso dei rivoltosi che nei giorni del 13 e del 14 Luglio 2014 misero a ferro e a fuoco Mondragone e dintorni, dando vita ad una vera e propria guerriglia urbana, con incendio di ben quattro autovetture e di una villa a due piani, data alle fiamme anche con l'aiuto di bombole del gas. La violenta rivolta, con bastoni e mazze di ogni tipo, traeva origine dal ferimento di due extra comunitari ad opera di un giovane italiano, C.C., il quale, saputo di un banale litigio verbale intercorso pochi minuti prima tra il padre ed alcuni immigrati africani, si recava sul posto armato di pistola ed esplodeva in direzione di alcuni cittadini extracomunitari numerosi colpi di pistola, attingendo agli arti inferiori due giovani africani. Il tutto per vendicare l'affronto subito dal padre.Tale violenta azione generava una reazione altrettanto violenta in una terra, quella tra Castel Volturno e Mondragone, dove la ferita per la strage del 18 Settembre 2008, allorquando vennero barbaramente uccisi sei giovani ghanesi che caddero sotto i colpi di mitra sparati da Giuseppe Setola e dai componenti del suo gruppo di fuoco, non si è ancora rimarginata.

Infatti, diffusasi subito la notizia tra la folta comunità africana presente in zona, si iniziavano a radunare numerosi extra-comunitari che armati di bastoni e di mazze, sotto la guida del loro capo indiscusso, soprannominato Tyson, si recavano verso l'abitazione di C.C. ove iniziavano la loro irrefrenabile azione di devastazione ed incendio, riuscendo ad introdursi nella villa e costringendo le persone presenti, tra cui la sorella, la madre e gli zii di colui che aveva sparato, a scappare attraverso il tetto mentre l'intera abitazione veniva data alle fiamme. L'immediato intervento dei Carabinieri della locale Stazione, guidati dal Tenente Macrì, non riusciva a fermare la rivolta, anche in considerazione della enorme sproporzione numerica tra i primi militari intervenuti ed i rivoltosi. Soltanto in seguito, grazie all'intervento del Battaglione Carabinieri, subito allertato, oltre che del reparto mobile e della Polizia di Stato, si riusciva a sedare momentaneamente la rivolta che comunque proseguiva anche nella giornata del 14 Luglio 2014, allorquando si registravano nuovi incidenti e scontri tra gli extra comunitari e le persone residenti di nazionalità italiana.  

Alcuni giorni dopo, grazie a fonti confidenziali ed alla segnalazione di alcuni mediatori culturali presenti la sera dei fatti, veniva tratto in arresto John Amoako Poku, indicato come il capo indiscusso della sommossa, che veniva condotto nel Carcere di Bellizzi Irpino. Gravissime le accuse mosse contro il giovane ghanese, imputato di devastazione, saccheggio, rapina aggravata, lesioni personali e quant'altro; accuse dalle quali lo stesso dovrà ora difendersi dinanzi al Tribunale Collegiale di Santa Maria Capua Vetere, Presidente Dott. Picardi, nel processo già iniziato nel mese di Aprile 2015.Nel frattempo Tyson, che è difeso dall'avvocato Rolando Iorio, si è visto aprire nella giornata di ieri le porte del carcere di Bellizzi Irpino, ove era detenuto da circa un anno. Infatti il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore del giovane ghanese che ha evidenziato come le prime udienze svolte avevano palesato più di un dubbio sulla effettiva partecipazione di Tyson agli episodi contestati.  

Redazione