Operazione della Finanza: maxifrode Pnrr, ancora guai per l'irpino De Simone

E' coinvolto nella frode ai anni dell'Unione Europea sui fondi Pnrr

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

Ancora guai per l'irpino Maurizio De Simone, attualmente garante dimissionario del trust arancione. La Guardia di Finanza ha eseguito all’alba arresti, sequestri e perquisizioni a carico di 22 indagati, tra cui l’ex garante dimissionario della Pistoiese (estranea alla vicenda giudiziaria). De Simone è coinvolto nell'inchiesta condotta dalla guardia di finanza di Venezia di concerto con il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie e con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO) e del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.

In via provvisoria gli inquireinti contestano ai 22 indagati i reati di bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali e indebite sottrazioni al pagamento delle imposte. L’inchiesta non riguarderebbe solamente l’Italia ma anche altri Paesi europei, con il coinvolgimento delle forze di polizia slovacche, rumene e austriache. Si tratta infatti di una frode che vede coinvolti in tutto, fin qui, 23 soggetti, tra cui De Simone: complessivamente, la Finanza ha sequestrato loro, in via preventiva, circa 600 milioni.

Il precedente

De Simone fu già tratto in arresto dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trapani, nell'agosto del 2020, quando diedero esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trapani, Dott.ssa Caterina Brignone. Maurizio De Simone fu tratto in arresto in veste di ex proprietario del “Trapani Calcio ” nel perodo da marzo a giugno del 2019, vale a dire in corrispondenza della promozione della squadra nella serie cadetta