Per anni hanno subito in silenzio maltrattamenti di ogni genere, botte, ingiurie, fino a pesanti minacce di morte, evitando di esporre denuncia e di recarsi in ospedale, pur di protegge il loro figlio violento. Pensavano fino all’ultimo che potesse cambiare e redimersi in qualche modo correggendo quel suo carattere ma così non è stato. La situazione è peggiorata sempre di più fino a far temere il peggio. La madre era costretta spesso a chiudersi nella camera da letto, per paura di essere aggredita anche di notte. Suo figlio era ormai accecato da quella voglia disperata di reperire denaro, che non servivano né per droga o giocare, ma per condurre una vita lussuosa. Una triste storia di violenza quella portata alla luce con grande tempismo e nello stesso tempo prudenza e accortezza vista la delicatezza del caso, dagli uomini del commissariato di polizia di Ariano diretti dal Vice Questore Maria Felicia Salerno, con l’esecuzione di una misura cautelare di allontanamento dalla casa famiglia, nei confronti di un ventenne del luogo. “I maltrattamenti, a cui spesso si associavano minacce di morte – si legge nella nota stampa diffusa dalla Questura di Avellino - venivano posti in essere soprattutto nei confronti della madre, allo scopo di ottenere consistenti somme di denaro che il giovane sperperava in futili motivi. Attraverso questo comportamento reiterato nel tempo, il 26enne era riuscito a provocare nei propri familiari un costante stato di soggezione psicologica, ansia e terrore che, nonostante avessero cercato fino all’ultimo di evitare la denunzia del figlio, per salvaguardare la loro incolumità, non hanno potuto fare altrimenti. Pertanto, la delicata attività investigativa posta in essere dagli operatoti di Polizia ha permesso di acquisire elementi probatori a carico del 26enne, tali da consentire al giudice di emettere il provvedimento cautelativo.” Una triste storia che ci ricorda la tragedia di Rione Martiri di due anni fa, in cui perse la vita Caterina Cardinale, 83 anni, l’anziana donna massacrata dal figlio, di notte per la droga e le slot. Anche lei aveva protetto fino all’ultimo suo figlio, perdonandolo nonostante le tante botte ricevute. Un intervento quello della Polizia, nel caso del ventenne, che rappresenta si spera la fine di un incubo. Ma nello stesso tempo si tratta dell’ennesimo segnale di apertura e collaborazione importante tra cittadini e forze dell’ordine al fine di evitare nuove tragedie familiari.
Ariano, tutti i retroscena della storia di violenza familiare
Due anni fa il caso della mamma picchiata a morte dal figlio per la droga e le slot
Ariano Irpino.
