Il commissario Nicola Ferrante è pronto a colpire i furbetti del cartellino. Pronti i licenziamenti per assenteismo dopo lo scandalo del cartellino, dell'assenteismo, del passaggio di badge per attestare presenze per poi andare altrove. Anticipando il decreto del Governo sugli statali (sospensioni in 48 ore e licenziamenti in un mese) l'Asl di Avellino è pronta ai primi provvedimenti drastici. Già lunedì prossimo potrebbe esserci il provvedimento di licenziamento per alcuni dipendenti. L'attività della commissione è quasi completa. Le posizioni dei dipendenti nel mirino sono state valutate.
Nel mirino ci sono vari dipendenti dell'azienda sanitaria di via Imbimbo. La magistratura sta andando avanti mentre l'Asl mira a licenziare i dipendenti infedeli. Oggi la commissione consegna le risultanze delle sue indagini e approfondimenti su ogni caso. Di tutta la vicenda saranno interessati il Governatore De Luca e il commissario Polimeni.
LO SCANDALO: Irridenti e sfrontati. Così erano apparsi lo scorso marzo i dipendenti della Asl di Avellino, ripresi dalle telecamere nascoste della polizia che hanno incastrato 21 furbetti del cartellino che dopo aver timbrato il loro ingresso nella sede centrale di via degli Imbimbo, lasciavano il posto di lavoro per dedicarsi a private incombenze.
Le immagini di quei dipendenti infedeli hanno fatto il giro d'Italia. Probabilmente messi sull'avviso che c'era un'indagine in corso che li riguardava, c'era anche chi salutava in segno di scherno il marcatempo e chi, sventolando il badge nella mano, fa il gesto del dito medio.
Un comportamento consolidato quello accertato dagli agenti di polizia, avevano spiegato gli inquirenti, "sprezzante delle regole e di ogni possibile controllo" che avevano messo sul banco degli accusati quattro dirigenti medici, due medici specialisti, sei infermieri, cinque impiegati amministrativi, due coadiutori, un operatore tecnico e un ausiliario. Quando non erano i singoli a "strisciare" il badge prima di allontanarsi dal posto di lavoro, ci pensavano gli altri colleghi a farlo per loro, i quali a loro volta avrebbero avuto ricambiato il favore successivamente secondo il consolidato proverbio per cui una mano lava l'altra.
Simonetta Ieppariello
