Premio Scola, "IrpiniaMia": "A Trevico tanti eventi dedicati al grande regista"

La nota Maria della presidente Raffaella Calabrese De Feo

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Trevico.  

La lettura dell’articolo intitolato Premio Scola all’Eliseo. Festa: E’ una giornata storica per Avellino e pubblicato sul quotidiano Ottopagine del 29 ottobre 2022, ha suscitato reazioni diverse nei soci dell’Associazione IrpiniaMia, attiva a Trevico ormai da 14 anni, che dedica annualmente alcuni eventi al suo illustre concittadino Ettore Scola, nato proprio a Trevico nel 1931.

Se la notizia del Premio istituito ad Avellino ha alimentato negli amici di Trevico una comprensibile sensazione di orgoglio e di soddisfazione, ha al tempo stesso fatto emergere l’esigenza di fare alcune precisazioni, assolutamente utili, se non indispensabili, perché il quadro di riferimento dell’evento avellinese risulti più completo e corretto.

Probabilmente pochi sanno che, nell’anno della istituzione dell’Associazione IrpiniaMia, nel lontano 2008, Ettore Scola, che intratteneva rapporti cordiali con la prima Presidente in carica, Mariangela Cioria, istituì personalmente un Premio Scola – una originale targa di plexiglass decorata a mo’ di pellicola – perché venisse usato per premiare i vincitori di un Concorso di Poesia e Fotografia - che l’Associazione ha bandito annualmente fino al 2016.

La Premiazione del Concorso si svolgeva inizialmente in una sala messa a disposizione dal Comune, poi , dal 2010 si trasferì nell’Auditorium del Palazzo Scola, sito a Trevico, la residenza della famiglia Scola che all’inizio degli anni 2000 fu donata al Comune del paese per volontà testamentaria del padre del regista, Giuseppe Scola. Una collocazione prestigiosa che diede subito al Premio Scola una valenza di particolare suggestione, oltre al prestigio conferitogli dalla paternità del regista in persona.

Una volta chiusa l’esperienza del Concorso e venuto a mancare il Maestro nel 2016, il Premio Scola cambia destinazione e viene assegnato dall’Associazione IrpiniaMia, che lo gestisce, a persone di spicco, che periodicamente, in occasione di eventi organizzati dall’Associazione stessa e dedicati a Ettore Scola, raggiungono Trevico per portare un contributo originale sul suo cinema. Dunque la targa Scola non è più utilizzata come Premio per il vincitore di un Concorso ma come riconoscimento di qualità per lavori originali, di approfondimento e di ricerca, sulla produzione di Scola, realizzati da professionisti attivi in settori diversi.

Li elenchiamo sinteticamente qui di seguito:

2019 - Lorenzo Zoppoli (Napoli) Prof.Ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università Federico II di Napoli per un intervento sul film Trevico-Torino. Viaggio nel Fiat-Nam
2019 - Massimo Signorini (Livorno) Professore di Fisarmonica presso il Conservatorio D. Cimarosa di Avellino, protagonista di due concerti di musiche da film di Scola, intitolati Dalla Pellicola al pentagramma (edd. 2019 - 2022)
2020 - Elena Cuoco (Benevento) Insegnente e scrittrice, anima della vita culturale di Trevico, autrice di numerosi contributi.
2021 - Paolo Speranza (Avellino) Critico cinematografico e direttore della Rivista CinemaSud, per i suoi numerosi interventi su tematiche diverse
2022 - Massimo Ghirlanda (Livorno) Direttore del Centro Studi Commedia all’italiana di Castiglioncello per un contributo illuminante sulle peculiarità delle Commedia all’Italiana
2022 - Umberto Rinaldi, (Venticano (Av)) Direttore artistico del Festival cinematografico itinerante Corto e a Capo, Premio Mario Puzo, per aver inserito annualmente la tappa di Trevico nei suoi itinerari cinematografici

Il Premio Scola dunque a Trevico non è il protagonista di un’unica manifestazione, ma il riconoscimento che viene attribuito a un’eccellenza all’interno di eventi diversi, eventi che probabilmente non hanno goduto della visibilità che avrebbero meritato, ma che comunque non è possibile trascurare nella costruzione di un quadro di riferimento del Premio Scola che Avellino ha inaugurato in questi giorni.

A indurmi a scrivere queste righe non è stata una sterile intenzione polemica o la volontà di stabilire una primogenitura, ma il desiderio di fare chiarezza e soprattutto di dare spazio al lavoro che l’Associazione IrpiniaMia, faticosamente ma con tanto entusiasmo, porta avanti da anni sulla figura del suo illustre concittadino.